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Ci siamo spostati all’interno dell’isola sulle tracce degli insediamenti Arawak.

Nella Aruba degli Arawak

Durante il nostro viaggio ad Aruba siamo entrati in contatto con i luoghi e le tradizioni di una delle civiltà pre-colombiane più importanti per l’eredità linguistica e culturale lasciata agli attuali abitanti dell’isola. Si tratta della grande famiglia degli Arawak, indigeni provenienti dalle sponde dell’Orinoco, in viaggio verso Aruba già mille anni prima che Cristoforo Colombo approdasse sulle spiagge del Sudamerica. Una popolazione pacifica, che viveva in armonia con la natura dedicandosi a caccia, pesca e agricoltura. Evoluti nella costruzione di utensili, gli Arawak lavoravano il legno, la terracotta e la pietra.
Al museo archeologico della capitale Oranjestad abbiamo potuto apprezzare molti dei reperti ritrovati negli insediamenti delle tribù, mentre spostandoci di circa sei km verso nord abbiamo visitato gli scavi archeologici, tuttora in corso, per riportare alla luce il villaggio Arawak di Tanki Flip. All’interno dello splendido Parco Nazionale di Arikok, invece, si possono osservare importanti incisioni rupestri: le più belle si trovano nella Fontein Cave, una grotta in cui ogni giorno vengono organizzate escursioni guidate.

Le divinità Arawak

Tra le testimonianze degli Arawak più interessanti, durante un viaggio ad Aruba si possono apprezzare i totem cerimoniali. Ricavati da grossi massi, erano usati per celebrare il culto degli antenati e delle divinità naturali.
Gli Arawak, come molte tribù pre-colombiane, erano animisti e durante le feste religiose – gli areìtos – accompagnavano la preghiera con canti, danze, recite e consumo di foglie di tabacco, fumate o masticate. Gli areìtos si svolgevano all’interno di piazze predisposte per l’occasione dove tutta la tribù si riuniva in cerchio. Ancora oggi queste feste sono considerate espressioni culturali di enorme importanza, nonostante la popolazione di Aruba sia prevalentemente cristiana e cattolica. Il totem più adorato – cemì – si trova scolpito in varie dimensioni e materiali, e può rappresentare sia la trasposizione di un’entità superiore sulla terra sia un antenato scomparso. Potete portare a casa delle belle riproduzioni artigianali delle cemì da un viaggio ad Aruba: basta cercare tra le bancarelle colorate di uno dei tanti mercatini che di sera animano le città dell’isola.

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Il culto del giaguaro

La struttura societaria degli Arawak era organizzata in caste, con un capo tribù, un capo religioso e un consiglio di saggi.
I componenti più forti della tribù si dedicavano alla caccia e praticavano un particolare rituale di adorazione, probabilmente giunto sull’isola caraibica dal lontano Perù.
È il culto del giaguaro, di cui ad Aruba sono rimaste alcune tracce. Il giaguaro simboleggiava la caccia, la guerra, e l’espansione territoriale: era ammirato per la sua perfezione, per la capacità di vivere in simbiosi con la natura e per la sua forza. Per questo i cacciatori Arawak, valorosi guerrieri, dovevano tendere a diventare tutt’uno con l’anima del felino: per proteggere la comunità e, allo stesso tempo, provvedere al suo sostentamento. Durante il nostro viaggio ad Aruba abbiamo scoperto che i totem dedicati a questo animale sacro sono di piccole dimensioni, mentre il culto originario del Perù era celebrato vicino a enormi templi piramidali e prevedeva sculture di pietra molto grandi.

La tradizione linguistica

Un ruolo fondamentale nell’ambito della tradizione Arawak era rivestito dalle donne e dai bambini, in particolare dalle figlie femmine. L’antica lingua della tribù originaria è sopravvissuta per secoli alle invasioni dell’isola di Aruba grazie alla trasmissione orale di madre in figlia. Oggi molti degli abitanti dell’isola sono in grado di parlare anche quattro lingue: olandese, inglese, spagnolo e papiamento.
E proprio nel papiamento, una lingua melodica caratterizzata dalla commistione di spagnolo, portoghese, olandese e francese che sono rimaste più tracce della lingua Arawak. È la lingua usata nei canti calypso, ballate che colorano di folklore le feste assieme al merengue e al socarengue, la sensuale danza dal tipico movimento di anche.

Il carnevale

Il momento migliore, durante un viaggio ad Aruba, per apprezzare questo tipo di folklore fatto di musica, canti e balli è il martedì grasso. Il Carnevale è una festa molto sentita da tutta la popolazione per l’energia che le sfilate colorate sprigionano. È il tipico Carnevale caraibico, caratterizzato da procaci ballerine con costumi variopinti, musica a tutto volume e gioia di vivere che contagia chiunque. Nella capitale Oranjestaad si susseguono eventi spettacolari come la Tivoli Torch Parade, una sfilata di luci proiettate sui costumi glitterati dei ballerini, o la Grand Parade con cui si concludono le feste. Il gran finale è rappresentato dal rogo nella piazza principale della città: si brucia il Rei Momo, considerato re del Carnevale in molti Paesi dell’America Latina.

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