Antigua e Barbuda

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Antigua e Barbuda, l’oasi caraibica per eccellenza

Sull’isola di Antigua, nel Mar dei Caraibi, la vita è fatta di colori, del profumo del mare, di villaggi in stile inglese e di gioia di vivere, nello scenario spettacolare delle sue spiagge bianche. E se Antigua è un insieme di centri, uno più interessante dell’altro, circondati da spiagge, la più piccola Barbuda è una paradisiaca distesa di sabbia dai riflessi rosati, sospesa sulle acque ricche di barriere coralline e di un regno di colori sottomarino a dir poco favoloso.

 

Queste due isole formano insieme una nazione unica al mondo per i contrasti tra le pigre giornate passate in spiaggia e la vivace atmosfera culturale dei centri cittadini. Due luoghi senza tempo a cui nessuno potrebbe restare indifferente. Dopo averle scoperte per la prima volta, il desiderio di tornarci sarà naturale.

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La storia

Antigua venne insediata inizialmente dagli Amerindi Ciboney. Le analisi effettuate sui reperti ritrovati sull’isola datano la prima civilizzazione di Antigua intorno al 3100 a.C.. Molte altre tribù la colonizzarono in seguito, tra le quali le popolazioni Arawak dei Saladoid, provenienti dai dintorni del fiume Orinoco, in Venezuela, che si stabilirono qui dopo una migrazione di massa. Agli Arawak va il merito di aver introdotto Antigua al mondo dell’agricoltura, in particolar modo con le coltivazioni del famoso ananas nero di Antigua, l’Ananas Comosus, e poi granturco, patate dolci, tabacco e cotone.

Gli indigeni del luogo, invece, erano ottimi costruttori di vascelli e altre imbarcazioni, necessarie per veloci e sicure navigazioni attraverso l’Atlantico e il Mar dei Caraibi. Fu grazie a questa maestria in campo navale che gli Arawak e le popolazioni caraibiche insieme furono capaci di colonizzare gran parte delle isole vicine e dell’America del Sud.

La maggior parte degli Arawak abbandonò queste terre all’inizio del II secolo d.C. quando gli indigeni caraibici si mostrarono più forti e abili nell’arte della guerra, conquistando tutta l’isola. A mettere fine alla loro supremazia giunsero epidemie allora devastanti, come il morbillo, arrivate sull’isola con gli europei in cerca di terre da colonizzare e con gli schiavi al loro seguito.

Gli spagnoli furono i primi ad arrivare ad Antigua ma non cercarono di colonizzarla, intimoriti dalla mancanza di sorgenti di acqua dolce e dall’aggressività degli indigeni. Gli inglesi, invece, giunsero qui nel 1632 e ne presero possesso con facilità, restando a regnare sulle due isole per lungo tempo, a eccezione di un breve periodo di dominazione francese nell’anno 1666, segnando per sempre il futuro e l’identità della nazione. In epoca moderna, Antigua e Barbuda divennero finalmente stati indipendenti del Commonwealth quando, nel 1981, elessero il loro primo ministro.

Lo sapevi che

“Antica” e “Barbuta”, aggettivi per i quali stanno i loro nomi spagnoli, si trovano tra l’Oceano Atlantico e il Mar dei Caraibi e includono nella loro nazione numerosi piccoli atolli, tra i quali Great Bird, Green, Guinea, Long, Maiden, Redonda e le isole di York. Antigua e Barbuda sono separate da una manciata di miglia marine, nel mezzo delle isole Leeward delle Piccole Antille, a 17 gradi a nord dell’Equatore.

Una curiosità su Antigua: fu Cristoforo Colombo a darle questo nome, in onore della Vergine de La Antigua della cattedrale di Siviglia. La sua particolarità è sicuramente l’alto numero di spiagge. Non è un caso che la nazione sia stata nominata “il regno delle 365 spiagge, una per ogni giorno dell’anno”: tutto il territorio si affaccia su coste sabbiose, fini e bianche come borotalco, davanti ad un mare spettacolare.

Sia Antigua che Barbuda sono prevalentemente pianeggianti, con l’eccezione del Monte Obama, un tempo Boggy Peak, un vulcano inattivo che si erge per circa 400 metri di altezza sul livello del mare. Il perimetro delle isole è ricco di lagune e porti naturali, e le acque sono colme di coralli e banchi sterminati di pesci variopinti. Le precipitazioni sono davvero poche e dunque pochi sono i canali presenti: ad Antigua e Barbuda infatti l’acqua dolce è in gran parte prodotta artificialmente.

Le temperature non scendono mai sotto i 20 gradi, nemmeno in inverno, e la bassa percentuale di umidità contribuisce a renderla una delle nazioni con il clima più caldo e temperato del mondo. Il suolo sabbioso ha una vegetazione povera, le aree verdi di Antigua, ricche di coltivazioni, si concentrano nel centro dell’isola, e la loro fertilità è dovuta principalmente alla cenere vulcanica presente nel sottosuolo. Tra le misure di protezione del territorio e per favorire la conservazione dell’acqua, parte dell’isola è stata arricchita da foreste di acacia, mogano e cedri bianchi e rossi.