Un viaggio in Kenya carico di emozioni
27.09.2022

Sabbia bianca, una barriera corallina ricca e incontaminata, un popolo cordiale e allegro: la scoperta dell'Africa piu' autentica inizia da qui. La strada che dall'aeroporto di Mombasa conduce a Malindi riassume un po' tutto il Kenya: a tratti dissestato ma di una bellezza sconvolgente. Le buche sulla strada non favoriscono certo il riposo ma la terra rossa, il giallo intenso e il verde acceso dei paesaggi africani ci stregano già dalla prima ora del nostro viaggio in Kenya e ci fanno dimenticare questa piccola scomodità. Arriviamo a Watamu, oggi efficacemente collegata a Malindi da una strada scorrevole lunga appena 13 km. Se Malindi è fra le capitali del turismo in Africa, Watamu ne è uno dei più preziosi gioielli. Qui l'Oceano Indiano si tinge di verde smeraldo e la sabbia si fa finesoffice e bianca.

Sulle morbide spiagge dell'Oceano Indiano

Il primo pensiero all'inizio del nostro viaggio in Kenya corre al mare, al sole e a un po' di abbronzatura. Il nostro viaggio in Kenya inizia così, sdraiati sulla spiaggia di Watamu, chiaccherando con gli altri ospiti e con gli allegri beach boys, che ci propongono ogni genere d'affare e che, fra una contrattazione e l'altra, ci offrono i primi rudimenti di cultura masai. Watamu è una meta ideale per gli amanti delle immersioni. Qui si incontrano due diverse correnti oceaniche e questo rende il tratto di costa estremamente ricco di pesci (se ne contano centinaia di specie diverse!). Esplorando la bella barriera corallina anche chi ama fare snorkeling trova di che divertirsi.

Le maree in questo tratto di Oceano sono in grado di trasformare il paesaggio più volte nell'arco di una sola giornata, offrendo così la possibilità di avventurarsi fra isolotti scoperti temporaneamente dall'alzarsi e dall'abbassarsi del livello del mare. Un viaggio in Kenya non è solo mare. Più volte ci avventuriamo senza problemi per le strade di Watamu. Capiamo subito che qui la situazione economica non è fra le più semplici e che il turista può fare molto per aiutare questo accogliente popolo. Noi trascorriamo un pomeriggio fra bancarelle e allegre conversazioni: donne e bambini ci avvicinano, ci fanno divertire, e noi ci sentiamo come a casa.

Il fascino di Malindi

Oltre ai caratteristici mercatini di artigianato locale, Malindi offre ai visitatori anche alcune interessanti bellezze artistiche e architettoniche. Oggi famosa per la sua energica vita notturna, tanto amata anche dalle celebrità, Malindi vanta un ricco passato coloniale. Non a caso ogni tour della città parte dal monumento commemorativo dedicato a Vasco de Gama. Qui l'esploratore portoghese approdò nel 1498 e aprì la città agli europei, che ne fecero uno dei più famosi mercati degli schiavi e un'importante base di partenza per i viaggi verso l'India. Proseguiamo quindi verso la piccola chiesa portoghese, dove la tradizione narra che intorno al 1542 vi abbia soggiornato San Francesco Saverio. Sarà per tutto questo continuo passaggio di persone e di merci che Malindi è sempre stata una delle città più cosmopolite di tutta l'Africa, un luogo in cui il turista da sempre si sente tranquillo.

Sull'isola di Robinson

È una splendida mattina di sole, il cielo è ancora fresco e i rumori dell'Africa ci circondano. Usciamo da Watamu, attraversiamo villaggi e spettacolari distese di agave, baobab e palme e ci troviamo sul fiume Sabaki, il più lungo del Kenya (390 km). Ci fermiamo per fare qualche fotografia agli ippopotami che popolano le sue rive e si immergono nel corso d'acqua. Poco dopo incontriamo altri animali; questa volta si tratta di fenicotteri: sono tantissimi e le loro piume tingono di rosa le saline della zona. Il nostro primo incontro con il regno animale ci ha già emozionato. Scendiamo dal fuoristrada, saliamo in piroga e, dopo aver superato una piccola foresta di mangrovie, raggiungiamo l'isola di Robinson. Il nome è esotico così come l'atmosfera che si respira. In compagnia della nostra guida e del simpatico traghettatore ci gustiamo un ottimo barbecue prima di addormentarci lentamente al riparo di maestose palme.

Viaggio nella 'cucina del diavolo'

Forse per il caldo, forse per i colori e la sua conformazione, Marafa, nota in lingua swahili come Nyari, è stata ribattezzata 'la cucina del diavolo'. A poco più di un'ora da Watamu, Marafa è un profondo canyon in cui nei millenni la pioggia ha eroso grandi quantità di roccia arenaria. Oggi lo spettacolo offerto da questo lento lavoro è un alternarsi di burroniguglie e pinnacoli alti anche 30 metri. Passeggiamo intorno alla zona e al tramonto le emozioni che ci erano state promesse vengono confermate. Il caldo colore rosso del sole africano si fonde con quello delle rocce, dando vita a uno spettacolo che tanto assomiglia a un grande e potente fuoco. Ormai ci siamo abituati al clima africano, ci siamo innamorati del Kenya e dei suoi abitanti, siamo rimasti incantati dai suoi colori e dai suoi profumi. Siamo pronti e siamo carichi: si parte per il nostro safari.