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In Salento ogni viaggiatore incontra un luogo dell’anima. Un posto di cui avrà nostalgia e che ripenserà con gioia. Un posto in cui ritornare per dare all’anima la sua ricompensa per l’attesa. Il Salento è conosciuto anche come la terra de lu sole, lu mare e lu ientu, ossia come la terra del sole, del mare e del vento. Questo appellativo dialettale racchiude l’animo del Salento. Qui il sole non è mai velato e splende alto sulla sabbia dorata e sulle scogliere prorompenti.
Nella parte settentrionale potrai andare alla scoperta dei territori compresi tra la Terra di Bari e il Salento settentrionale dove – tra rilassanti calette sabbiose e suggestivi tratti di costa rocciosi, antiche masserie, cittadine tutte da fotografare, uliveti ultra millenari, mitici trulli, spettacolari grotte sotterranee, torri storiche, campi di terra rossa – è facile imbattersi in un luogo in cui lasciare un pezzo di cuore per la bellezza che sprigionano i paesaggi, per l’atmosfera d’incanto che si respira anche mentre si viaggia, per le mille curiosità che si nascondono in ogni dove e, infine, per la cordialità e l’accoglienza dalla gente.
Nella zone meridionale le temperature in estate possono superare i 35 gradi, ma niente paura, il Salento è una terra generosa, tanto da offrire al viaggiatore la possibilità di rinfrescarsi a est nel mar Adriatico e a ovest nel mar Ionio. Il mare, infatti, è l’essenza della penisola salentina, la avvolge, la circonda, la abbraccia. Immergersi nelle sue acque azzurre e limpide è paradisiaco. Sdraiarsi sul bagnasciuga accarezzati da lu ientu è poesia.
Sulla costa adriatica, a est della penisola salentina, si trovano le spiagge di Acaya, Alimini e Torre dell’Orso. È praticamente impossibile decidere quale sia la più bella tra le tre.
Acaya è una spiaggia bianca lambita da acque trasparenti. Alimini è una grande distesa di sabbia e dune a cui fa da sfondo il verde di una rigogliosa pineta. Dulcis in fundo, Torre dell’Orso, la baia con i famosi faraglioni le “Due Sorelle” che dominano il paesaggio marino.
Il Salento accontenta proprio tutti, anche chi ama le terme. Per una vacanza all’insegna del benessere consigliamo di visitare Santa Cesarea Terme (LE): dalle sue grotte naturali sgorgano calde acque termali dai benefici poteri terapeutici. Il relax è assicurato.
I più romantici si innamoreranno di Santa Maria di Leuca, la parte più a sud del Salento, dove il mar Adriatico e il mar Ionio si abbracciano. Da Punta Meliso, si potranno vedere a occhio nudo le acque blu intenso dell’Adriatico mescolarsi con quelle turchesi dello Ionio.
Da qui si possono raggiungere con facilità le Maldive… del Salento. La spiaggia di Pescoluse è stata rinominata proprio così: “Le Maldive del Salento”. Quando si arriva in questo litorale, infatti, si ha davvero l’impressione di essere su una spiaggia esotica. Difficile credere ai propri occhi: 4 km di dune di sabbia bianca e soffice e un mare così trasparente che i riflessi del sole sembrano cristalli. Un vero angolo di paradiso.
Risalendo la costa ionica verso Gallipoli si incontrano altre spiagge di indescrivibile bellezza come Torre Vado, Torre Mozza e Torre Suda.
Torre Vado deve il suo nome alla torre di avvistamento del XVI secolo che sovrasta la spiaggia. È una delle località balneari più intime del Salento: la spiaggia è piccola e raccolta e i tramonti sulla baia sembrano fatti di pennellate color arancione e rosa. Anche Torre Mozza deve il suo nome a una torre di avvistamento del ’500 che domina la costa lunga circa un chilometro e mezzo. Nella parte meridionale la spiaggia è adatta alle famiglie con bambini perché l’acqua del mare è bassa per diversi metri. Nella parte settentrionale, invece, la costa diventa più selvaggia e qui si trovano diverse associazioni di kitesurf e windsurf. D’altronde il Salento è la terra de lu ientu. Per quelli che amano il sub e lo snorkeling, invece, sono imperdibili le scogliere e le insenature di Torre Suda.
Come non menzionare, poi, le meravigliose spiagge di Baia Verde? In questa parte della costa ionica il mare è un po’ più freddo rispetto alla costa adriatica, ma non c’è da temere: il Salento è anche la terra de lu sole, e qui le temperature sono alte da inizio maggio a inizio ottobre.
È sempre il momento giusto per sdraiarsi sulle soffici spiagge salentine.
Il Salento è mare e non solo. È anche storia, arte e cultura. Questa terra, in passato, è stata teatro di dominazioni e conquiste. Sono passati di qui Saraceni, Bizantini e Normanni. Un crocevia che ha lasciato testimonianze storiche imperdibili.
Il viaggiatore può cominciare il suo tour a Lecce, la città barocca per eccellenza. Il centro storico è costruito con la tipica pietra leccese, le cui sfumature vanno dal bianco perla al giallo dorato. È merito di questa particolare roccia calcarea se il barocco leccese è così ricco di dettagli. Questa pietra, infatti, appena estratta è molto morbida e si presta quindi a lavorazioni articolate. A contatto con l’aria, poi, perde la sua umidità e diventa sempre più dura e resistente nel tempo. Esempio cardine del barocco leccese è la splendida Basilica di Santa Croce. Impossibile staccare gli occhi dal grande rosone finemente scolpito.
Lecce è anche la città della cartapesta. Già nel ’700 numerosi artigiani cominciarono a costruire statuette del presepe in cartapesta. La tradizione, tramandata di padre in figlio, è arrivata a noi ancora fedele alla lavorazione di un tempo. Chi giunge qui potrà visitare le botteghe del centro storico e perdersi tra i vicoli di una città che sembra un museo a cielo aperto.
Da Lecce ci spostiamo a Otranto, la cittadina più a oriente d’Italia. Otranto è un borgo fortificato e incastonato su una collina che scende dolcemente fino al mare. Data la sua posizione strategica è sempre stata un ponte tra oriente e occidente e, per questo motivo, la sua storia è travagliata. Fondata dai Greci, e subito dopo conquistata da Longobardi, Bizantini e Turchi, Otranto conserva i segni di un passato glorioso. Il Castello Aragonese, la roccaforte della città, ne è una magnifica testimonianza. Dopo aver visitato i sotterranei della fortezza si potrà salire sulle torri del castello e ammirare dall’alto la città che si dipana fino al mare.
Continuando a scendere verso sud si arriva a Santa Maria di Leuca, frazione di Castrignano del Capo in provincia di Lecce: la punta meridionale del Salento. La frazione nasce come borgo di pescatori, poi nell’800 diversi aristocratici decisero di costruire qui, in una delle zone più belle della Puglia, le loro ville lussuose e stravaganti. Agli appassionati d’arte quindi consigliamo di visitare villa Romasi, la più antica, risalente al 1700, villa Mellacqua, dimora in stile neogotico, e villa Sangiovanni, edificio che riprende lo stile egizio.
Da Santa Maria di Leuca, risalendo la costa ionica, si arriva alla bella Gallipoli, la perla dello Ionio. Il centro storico della città galleggia sul mare perché un tempo questo lembo di terra era diviso dalla terraferma da un grande fossato creato per difendere il borgo dagli attacchi dei Turchi. Il cuore di Gallipoli è un labirinto di strade strette, casette bianche, palazzi barocchi e antiche chiese. Perdersi tra i suoi vicoli è un vero piacere.
In Salento è impossibile non lasciarsi trascinare dalle note ipnotiche della taranta. Leggenda narra che questo sia il ballo dei contadini che morsi dalla taranta (tarantola) entravano in uno stato di trans. Sembra che solo la musica riuscisse a farli guarire, perché ballando smaltivano l’effetto del veleno del ragno. Questo ballo legato alla superstizione si è poi evoluto nella pizzica, passi di danza che invece raccontano il corteggiamento tra l’uomo e la donna.
Alle viaggiatrici che intendono scatenarsi sulle note dei tamburelli salentini, consigliamo di portarsi una gonna lunga. La pizzica, infatti, si balla facendo “ruotare” la gonna.
In realtà non c’è una differenza netta tra la taranta e la pizzica, tanto che spesso taranta e pizzica vengono usati come sinonimi. In fondo l’importante è lasciarsi travolgere dal ritmo irrefrenabile di questa musica unica al mondo. E non potrebbe essere altrimenti dato che il ritmo della pizzica, ancora oggi, riecheggia in tutti i vicoli dei borghi salentini ed è protagonista delle numerose sagre che si svolgono durante l’estate.
A questa coinvolgente musica è anche dedicata la famosa manifestazione “La Notte della Taranta”, un festival itinerante che durante l’estate fa tappa in diversi paesi del Salento e termina con il grande concerto di Melpignano. Un concerto in cui si esibiscono ogni anno musicisti di fama internazionale e che accoglie più di centocinquantamila spettatori. Un evento imperdibile per divertirsi e vivere a pieno la tradizione salentina.
La cucina salentina è la cucina delle nonne che impastano a mano le orecchiette, del pesce appena pescato, dei pomodori essiccati al sole.
Il Salento, infatti, è la patria dei piatti semplici, una patria che onora e rispetta le sue tradizioni. Un esempio sono i ciceri e la tria, il piatto dei poveri. La tria è una pasta fresca, simile alle tagliatelle, fatta con farina e acqua, senza uovo, che viene in parte fritta e in parte lessata insieme ai ceci. Squisita! Il segreto di tanta bontà? Le materie prime, fra tutte l’olio. Qualsiasi piatto, anche quello più povero, se condito con olio extravergine di oliva è tanto gustoso quanto sano. Il bis è assicurato quando si assaggiano le orecchiette con il pomodoro fresco e la ricotta pugliese, oppure u purpu alla pignata (il polpo cotto nella pignatta con patate, pomodorini e prezzemolo).
Il Salento è anche la terra dei vitigni, i più diffusi sono il Negramaro e la Malvasia. Chi visita questi luoghi potrà accompagnare i suoi pasti con un buon bicchiere di Primitivo di Manduria, il vino rosso pugliese dal sapore intenso, o con un Leverano DOC, il bianco dolce al palato prodotto nei vigneti di origine protetta del comune di Leverano (LE). E se il vino accompagna i primi e i secondi piatti, i taralli pugliesi accompagnano il vino. Un piacevole circolo vizioso.
Non si può lasciare il Salento prima di aver assaggiato la tajeddha (riso, patate e cozze), i turcinieddhri (involtini di interiora di agnello), la puccia (un grande panino rotondo di grano duro riempito con affettati e verdura), il pasticciotto (dolce di pasta frolla con crema pasticcera), le pitredde (crostatine di marmellata di uva nera) e per finire un buon caffè in ghiaccio alla salentina, da non confondere con il classico caffè freddo. Il caffè alla salentina viene servito in un bicchierino di vetro con dei cubetti di ghiaccio e tre cucchiaini di latte di mandorla al posto dello zucchero. In questo modo il caffè si raffredda all’istante, conserva il suo aroma originale, non si annacqua e lascia in bocca il sapore delicato della mandorla.
Sì, il Salento è una terra generosa.
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