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Kos, un palcoscenico di bellezza e di storia antica

La Grecia è il teatro che ospita l’affascinante spettacolo di una natura incontaminata e la storia di antiche civiltà. Kos è uno dei suoi migliori palcoscenici. Seconda isola per estensione dell’arcipelago del Dodecaneso, prevalentemente pianeggiante e sorprendentemente fertile, viene anche soprannominata “il giardino galleggiante”.

 

Il nome lascia presagire una ricchezza naturale senza eguali: le rocce brulle dell’entroterra sfumano in verdi vallate, le pareti montuose sono ricoperte dai boschi di pini di Aleppo, la costa è orlata di palme e le vie del centro sono colorate dalle bouganville e invase dall’odore dei gelsomini. Questo meraviglioso palco naturale ha come platea la distesa blu dell’Egeo e vanta un fondale di scena d’eccezione: l’Anatolia, che dall’isola si può ammirare a occhio nudo. Ma in scena, oltre la natura, c’è anche la storia antica.

 

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La città di Kos è punteggiata di antiche rovine risalenti all’epoca ellenistica, romana, bizantina e veneziana. Su questo fondale sorge una cittadina affascinante che abbraccia la storia antica e tende la mano alla modernità. Le tradizionali case di pietra chiara che si affacciano sulle viuzze lastricate cedono il passo ai parchi traboccanti di palme e alle vie commerciali. Il castello dei Cavalieri domina il porto della città. Fu eretto nel XIV secolo per fronteggiare gli attacchi degli Ottomani. Le possenti mura, la poderosa torre di controllo e il fossato lo rendevano un luogo davvero inespugnabile. Oggi non è più separato dalla terraferma e può essere raggiunto da Plateia Platanou percorrendo un ponte che attraversa Finikon (il viale delle palme). Ma il luogo più affascinante è senza dubbio l’antica agorá a sud del castello che ospita l’imponente stoá del III secolo a.C. e le rovine del Santuario di Afrodite, del Tempio di Eracle e quelle di una basilica cristiana del V secolo.

Più a nord dell’agorá si apre Plateia Platanou, la bellissima piazza lastricata che ospita il simbolo di Kos: il platano di Ippocrate. Si favoleggia che proprio all’ombra delle sue fronde il padre della medicina istruisse i suoi allievi. Sono trascorsi troppi secoli per credere che si tratti davvero della stessa pianta, ma è bello pensare che il platano che vediamo oggi, tozzo e contorto, possa essere un suo rampollo. Proprio ai piedi del grande albero si ammira un antico sarcofago, trasformato dai turchi in una zampillante fontana di marmo bianco e, subito di fronte, la Moschea di Gazi Hassan Pasha, risalente al XVIII secolo. Nella parte opposta della città si trova il sito archeologico degli scavi occidentali che custodisce i preziosi mosaici della Casa di Europa (III secolo) e si affaccia su un tratto del decumanus maximus, la principale strada delle antiche città romane. A pochi passi sorge il ninfeo e lo xystó, una palestra ellenistica dalle gigantesche colonne ancora visibili, il Tempio di Dioniso, le cui rovine sono abbracciate dalla vegetazione, e l’odéon che un tempo ospitava il senato e i concerti. Molte delle sculture rinvenute in questa struttura sono esposte al Museo Archeologico che ospita un’importante collezione di reperti risalenti al periodo compreso tra l’età ellenistica e l’epoca tarda romana, tra queste la famosa statua di Ippocrate. Insomma, nella città di Kos si è letteralmente abbracciati dalla storia.

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