I gioielli del mare e del deserto, in un viaggio a Djerba
09.01.2015

 

Da romantiche lagune popolate di fenicotteri rosa all'emozione di attraversare enormi distese di sale, scopri quello che hanno da offrirti i preziosi dintorni di Djerba.

 

Ci siamo tuffati nel mare, abbiamo visitato mercati e attraversato palmeti e frutteti. Chi decide di fare un viaggio a Djerba però ha un'infinità di meraviglie da scoprire, alcune solo a pochi passi da qui.

Il posto dei fenicotteri rosa

La prima ci si presenta quando, al porto di Houmt Souk, sappiamo della possibilità di compiere un'escursione alla vicina "isola dei fenicotteri". Intrigati dal nome, ci facciamo tentare e scopriamo un piccolo gioiello adagiato a pochissima distanza dalle coste di Djerba. Più che un'isola si tratta di una specie di barriera sabbiosa che si alza dal mare di appena una cinquantina di centimetri, dove i fenicotteri vengono a riposarsi e punteggiano la sabbia con il loro colore pastello. 

A parte qualche ombrellone, all'orizzonte non vediamo altro che finissima sabbia bianca, accarezzata da onde placide e da una brezza leggera. In quest'angolo di paradiso passeggiamo godendoci lo spettacolo dei fenicotteri che si riposano tranquilli, e ci fermiamo a mangiare pesce freschissimo cotto alla brace in riva al mare incontaminato, in attesa di rientrare e proseguire il nostro viaggio a Djerba e nei suoi dintorni.

Le città-granaio: gli Ksar

Djerba è collegata all'entroterra da Sud fin dall'epoca dei Romani, che costruirono un ponte all'altezza di El Kantara, tuttora percorribile. Da qui usciamo dall'isola e ci dirigiamo verso Medenine, tappa obbligata per chi un tempo si avventurava nel deserto. Proprio in questa città i nomadi immagazzinavano le loro scorte di cibo all'interno dei ghorfas, i tipici granai berberi perfettamente conservati, per noi simili a dei grossi alveari. Cento anni fa a Medenine erano più di 6.000 e raggiungevano anche i sei piani di altezza, formando dei tunnel impilati dove il grano riusciva a trovare una temperatura adatta alla conservazione. L'aria si fa sempre più calda quando a bordo della nostra 4 x 4 proseguiamo il nostro viaggio. Incrociandoli sempre più spesso, vediamo come gli Ksar, i tipici "castelli - granaio" berberi, siano di gran lunga l'architettura più diffusa a queste latitudini. E procedendo, il paesaggio ci sembra sempre più familiare.

L'emozione di un paesaggio da film di fantascienza

Quando arriviamo a Matmata, ci rendiamo conto subito che il posto non è unico solo per l'architettura delle sue singolari case trogloditiche, ma anche per essere stato il set più famoso e riconoscibile del film "Guerre Stellari". Le abitazioni di questo sito sono scavate all'interno delle colline e sono formate da un cortile a cielo aperto sprofondato nella roccia come un cratere, attorno a cui furono ricavati i vani abitativi. In questo modo gli abitanti riuscivano ad assicurarsi una temperatura accettabile anche nel clima proibitivo dell'estate africana. Sul luogo ci spiegano che proprio il paesaggio lunare è stata l'attrazione principale per gli autori del film. L'allestimento scenico è ancora accessibile e visitabile dai turisti, e per un attimo anche noi proviamo la strana sensazione di essere stati catapultati dal deserto tunisino all'interno di un film di fantascienza.

Una distesa di sale brillante, il regno dei Chott

Da Matmata ci dirigiamo un po' emozionati verso il Grande Lago salato, di cui sulla nostra guida abbiamo letto meraviglie. Percorriamo questo tratto su una lunghissima strada, che poi lo attraversa per ben 55 km., circondata da una distesa di sale che si perde a vista d'occhio. Chott El Jerid è infatti un lago disseccato lungo 250 km, e la sua superficie oggi è un agglomerato di cristalli di sale che splendono sotto il sole. Non appena la temperatura supera i 30° (quindi presto, durante il giorno), sul lago è anche facile vedere i miraggi, come quelli che vediamo noi: oasi che si allontanano man mano che ci si avviciniamo e figure sfuggenti che sembrano formare lontane carovane. È questo l'ultimo dei tesori che visitiamo in un deserto vario e prezioso, a pochissima distanza dal Mediterraneo limpido e incontaminato. Il rientro è infatti questione di pochissimo tempo, e già dopo qualche ora possiamo di nuovo rilassarci nella spiaggia bianchissima del nostro villaggio e concludere nel modo migliore un indimenticabile viaggio a Djerba.