Carnevale in 5 viaggi
20.02.2017

Semel in anno licet insanire, ovvero una volta all’anno è consentito impazzire, dicevano i Latini. Ed è questo il senso stesso delle feste di Carnevale: uscire dalla propria routine e lasciarsi andare per scoprirsi diversi. Meglio ancora se lo si fa viaggiando. Viareggio o Venezia, Rio o le Canarie, New Orleans o l’India: destinazioni affascinanti e diversissime che hanno in comune i più bei festeggiamenti di carnevale del mondo.

Viareggio

Il carnevale di Viareggio ha origini ben più recenti rispetto a quello veneziano. Il suo stile, improntato alla satira politica e sociale, lo rende un eccellente biglietto da visita del carattere dissacrante dei toscani. Burlamacco – personaggio di invenzione novecentesca – è la maschera ufficiale del carnevale viareggino, con il suo costume bianco e rosso. Nato alla fine dell’Ottocento, questo carnevale ebbe il suo successo nel secolo seguente, con un incremento costante nel Dopoguerra quando la sfilata sul lungomare iniziò a presentare carri sempre più grandi e complessi, incentrati essenzialmente sulla satira politica. Tutto viene realizzato in cartapesta da abilissimi artigiani che lavorano attorno ai carri per moltissimi mesi nella cittadina del Carnevale: un complesso edilizio di grandi dimensioni, con veri e propri hangar per mettere a punto i carri che sono coperti da totale segretezza fino alla prima sfilata ufficiale.

L’anonimato è punto di forza delle celebrazioni veneziane e di tutti gli eventi connessi: dalle sfilate in piazza S. Marco, lungo la Riva degli Schiavoni, alle tantissime feste private. In realtà il carnevale veneziano ha origini ancora più antiche ed è connesso alle celebrazioni dionisiache greche e ai saturnalia romani. Attorno al 1500 d.C. la sua celebrità raggiunse l’apice in ogni angolo dell’Europa ed iniziò ad essere collegato alla Commedia dell’Arte che veniva rappresentata durante il periodo del Carnevale. Questo decretò il successo anche delle singole maschere del teatro veneziano: Arlecchino e in generale gli Zanni (come il celebre Frittellino), Capitan Spaventa e Capitan Matamoros, Balanzone, Colombina e Pantalone. Oggi il Carnevale di Venezia è un momento magico durante il quale l’intera città partecipa ad un rito collettivo in cui il divertimento e la raffinatezza non hanno rivali.

Venezia

Buongiorno Siora Maschera! – così si salutavano i Veneziani durante il Carnevale e così, ancora oggi, fra calli e campielli capita di sentirsi salutare, una volta indossata una maschera. Niente nomi, cognomi o titoli, ma il completo anonimato. Questo è il segreto del carnevale lagunare. Indossati larva (la tradizionale maschera di cartapesta bianca), tricorno (il cappello nero a tre punte) e tabarro (il lungo mantello nero), chiunque può rivestire i panni della baùta: la tradizionale, inquietante e misteriosa maschera veneziana, protagonista del carnevale locale (dal 1200 d.C. ad oggi).

New Orleans

Non c’è niente di più sorprendente del Mardi Gras, il Martedi Grasso di New Orleans, con le sue meravigliose sfilate fra la centralissima Bourbon Street e l’affascinante Quartiere Francese, lungo Canal Street. È il carnevale creolo dove jazz, abiti sfarzosi, cucina afroamericana e voglia di divertirsi creano un clima irresistibile e davvero travolgente. Le sfilate sono organizzate dai Carnival krewe, ovvero delle crew (singoli enti o organizzazioni) che finanziano la costruzione dei carri allegorici. I loro nomi sono suggestivi: Mistick Krewe of Comus, Krewe of Proteus, Rex Parade, Zulu Social Aid & Pleasure Club e Knights of Momus. Se i carri hanno temi di satira politica e sociali, come quelli di Viareggio, l’atmosfera di festa che coinvolge New Orleans è molto simile a quella che contagia Venezia, con sontuose feste private, ristrette feste pubbliche in diverse zone della città e locali che organizzano party tematici. La musica – New Orleans è la mecca del jazz – è un elemento imprescindibile e costituisce la spina dorsale di ogni evento, con l’esibizione di straordinarie marching band o band affermate.

Canarie

Un Carnevale inedito e fuori degli schemi? Quello che si tiene a Las Palmas di Gran Canaria e a Santa Cruz de Tenerife! Il Carnevale delle Canarie, infatti, è qualcosa di davvero sorprendente ed originale: sfilate di figuranti in costumi coloratissimi, scuole di ballo (dette murgas) che si sfidano in esibizioni e tanta, tantissima musica come il concerto celebrativo nel Parco di Santa Catalina, nel cuore di Las Palmas. Il culmine della festa è rappresentato dal rito collettivo del cosiddetto Entierro de la Sardina. Si tratta della sepoltura allegorica di un gigantesco pesce di cartapesta che simboleggia la fine del Carnevale stesso. Alle Canarie il clima carnevalesco va a braccetto con la vita di mare e ogni evento si trasforma nell’occasione ideale per godersi le splendide spiagge locali.

Rio de Janeiro

Se il Carnevale di Venezia è il più antico al mondo, quello di Rio de Janeiro è il più celebre, almeno per quanto riguarda la sontuosità dei festeggiamenti. Qui, infatti, il Carnevale è al tempo stesso una ragione di vita, una malattia dell’anima e una passione travolgente. I festeggiamenti sono presieduti dai cosiddetti blocos (quartieri). Oltre cento gruppi che sfilano in costumi a tema, fra musiche e danze. Ogni bloco festeggia in un luogo preciso della città che si trasforma in una gigantesca pista da ballo, animata dal ritmo del samba. Del resto, l’evento clou del Carnevale di Rio è la parata delle scuole di Samba che ogni anno si sfidano portando in scena il carro a tema più bello. Le parate durano quattro notti e le Scuole lavorano all’allestimento di questo spettacolo tutto l’anno. L’evento ha raggiunto una tale importanza da aver dato luogo alla costruzione del celebre Sambodromo. Una struttura, progettata nel 1984 dall’archistar Oscar Niemeyer, che arriva ad ospitare 85.000 persone disposte lungo un percorso di ben 700 metri. Il Carnevale di Rio è una delle massime espressioni della cultura cittadina e coinvolge ogni settore culturale, dalla letteratura alla musica, dall’arte figurativa alla danza e deve il suo principale successo all’intensa partecipazione popolare.

Holi, in India per la Festa dei Colori

Carnevale è una festa tradizionale cristiana, anche se basata su antiche memorie greche e latine. In India non si celebra quindi il Carnevale; gli induisti festeggiano Holi, la cosiddetta festa dei colori. Niente arlecchini, madamine, carri allegorici e danze tropicali da queste parti, ma tre giorni di festa che coinvolgono città, villaggi, campagne e migliaia di persone che si gettano addosso polveri colorate e acqua. Ogni centro abitato diventa una pozza di colore, come se un arcobaleno si fosse adagiato a terra con la pioggia. L’atmosfera è davvero suggestiva e il colpo d’occhio lascia davvero senza fiato. La festa ha origine nella mitologia indù e celebra l’arrivo della Primavera. Le polveri colorate vengono lanciate in aria per omaggiare l’infanzia di Krishna e, secondo la medicina ayurvedica, hanno anche virtù terapeutiche. Certo è che vivere da vicino una simile atmosfera di gioia e di divertimento aiuta l’animo a rasserenarsi. I luoghi clou della festa dei colori sono la città di Mathura, che dette i natali a Krishna, e quella di Vrindavan dove egli trascorse l’infanzia; eppure Holi è sentita in ogni angolo del Paese e coinvolge, con il suo clima rilassato e irriverente, ogni viaggiatore in una magica alchimia.     Scopri le nostre offerte del momento!