Viaggio in Kenya nelle terre dei Masai
03.05.2022

 

A contatto con le popolazioni indigene

 

Un viaggio in Kenya rappresenta anche l'incontro con popolazioni indigene che da secoli abitano queste meravigliose terre. La più famosa è quella dei Masai, che vive al confine tra il Kenya e la Tanzania.

Un popolo antico

Pastori, agricoltori e cacciatori, da sempre nomadi, i Masai sono diventati progressivamente un popolo stanziale, e sul territorio africano se ne contano circa 400.000. Purtroppo nel corso degli ultimi decenni la riduzione dei terreni da pascolo, l'istituzione delle riserve naturali e alcune forme virali, hanno ridotto drasticamente il numero dei Masai. Nonostante ciò questo antico popolo è riuscito a mantenere intatti gli aspetti culturali più tradizionali, gli stessi che rendono caratteristico e affascinante un viaggio in Kenya: la struttura dei villaggi, i costumi sociali e il tipico vestiario blu e rosso, composto da due tuniche legate in vita con una cintura di cuoio.

Struttura sociale rigorosa

La società Masai ha una struttura patriarcale, dove il maggior potere è in mano agli anziani. Questi prendono le decisioni per l'intera comunità che vive all'interno del villaggio, composto da tucul di paglia e argilla. I maschi della tribù sono divisi rigorosamente in tre fasce di etàragazziguerrieri e anziani. Ai bambini Masai viene affidato molto presto un gregge di piccole dimensioni, da accudire senza allontanarsi troppo dal villaggio. Crescendo, crescono anche le responsabilità, e dal piccolo gregge si passa alla mandria. In età adolescenziale i giovani ricevono in dono una lancia che li accompagnerà fino ai due riti di iniziazione che segnano il passaggio verso il rango di guerriero: i tipici fori nei lobi delle orecchie e la circoncisione. Il giovane Masai diventa così un morani (guerriero) con il compito di proteggere il bestiame, sottrarlo agli altri clan o, se necessario, combattere.

Il passaggio all'età adulta

Altro momento importante sono i 20 anni di età, perché i morani diventano adulti. Ora potranno usare il kisu (coltello) a due lame e partecipare alla cerimonia dell'eunoto, in cui le madri tagliano i capelli ai figli e donano loro un mantello di pelle di capra, che indosseranno fino al momento della circoncisione. Prima dei 20 anni gli uomini delle tribù Masai non possono sposarsi, dovendo prima accumulare le risorse necessarie per pagare la famiglia della sposa con un numero sufficiente di capi di bestiame. Un uomo proveniente da una famiglia ricca può avere più di una promessa sposa, e il numero delle sue capanne varierà in base a quello delle mogli e dei figli, seguendo una disposizione ben precisa. La capanna della prima moglie viene costruita a destra di quella del capo famiglia, quella della seconda moglie a sinistra e via di seguito. Al raggiungimento dei 40 anni l'adulto è considerato già anziano, depositario della saggezza e prodigo di consigli per tutta la comunità.

Sacralità di terra e bestiame

Il bene più prezioso e il fulcro attorno al quale ruota la vita dei Masai è il bestiame. Gli animali sono sacri ed è assolutamente vietato ucciderli, a meno che non lo abbiano stabilito gli anziani del villaggio nell'ambito di un rito propiziatorio o una cerimonia, per esempio un matrimonio. I Masai sono prevalentemente animisti, ma viene venerata anche una divinitàNgai, il creatore di tutte le cose. A lui appartiene la terra, che essendo sacra non può essere né coltivata, né scavata: per questo i defunti vengono abbandonati nella savana. Un profeta, o laibon, viene nominato per successione all'interno di una famiglia, ereditando il compito di comunicare e mediare la volontà di Ngai. Fin dalle origini dei Masai il laibon influenza le decisioni della comunità ed è l'unico a essere sepolto in un mausoleo di pietra, seppur rudimentale. Un viaggio in Kenya nel territorio dei Masai vi riserva tutto questo, e molto altro ancora. Siete pronti a partire?