Giorni golosi alle Cicladi
20.06.2016

 

Cos’è più azzurro? Il mare, il cielo, i tetti delle case o le loro volte a cupola? E cos’è più bianco? Le spiagge di sabbia finissima o l’imbiancatura a calce delle case a strapiombo sul Mediterraneo?

 

Le Isole Cicladi sono un contrasto fra le infinite varietà dell’azzurro e del blu, e l’abbagliante splendore del bianco. Ma – più di ogni altra cosa – le Cicladi sono un penetrante profumo di mare, bouganville e piatti profumatissimi della cucina locale. Odori e sapori, che questo arcipelago conserva come uno scrigno delle memorie.

Le perle dell'Egeo

Sparse secondo una geografia casuale: piccole isole affogate nel blu del Mediterraneo. Le Cicladi riassumono, in buona parte, l’essenza stessa della Grecia: panorami baciati dal sole e dal vento del mare, le case caratteristiche, il contrasto del verde e dei fiori, i sapori del Mediterraneo

Nell’immaginario di molti, la Grecia intera è una distesa uniforme di case bianche con tetti blu e infissi del medesimo colore. In realtà, questo genere di abitazioni è tipico delle Cicladi e di poche altre zone. Il punto è che le piccole città di questo arcipelago hanno uno straordinario effetto scenografico, tanto da essere diventate il soggetto preferito dai fotografi di tutto il mondo. Le Cicladi sono un arcipelago di più di duecento isole nel cuore dell’Egeo centrale, raccolte a cerchio (dal greco kyklos) attorno all’isola sacra di Delo, imponente sito archeologico. Solo una manciata sono le più importanti, ma tutte quante sono ugualmente bellissime: Ios, amata e vissuta dai giovani, Paros, la perla dell’arte greco-bizantina, l’antica Naxos, Tinos, celebre per il suo santuario, l’incantata Syros, Amorgos, dove è stato girato Le Grand Bleu di Luc Besson, Folegandros, le splendide Milos e Sifnos. Ogni isola racconta se stessa attraverso sapori e profumi.

Sapori caratteristici

In termini di gastronomia, le Cicladi sono infatti una destinazione tutta da scoprire per le papille gustative. Pur trattandosi di una cucina povera, la cucina locale non risulta mai banale. Il viaggiatore viene coccolato sin dalla prima colazione con il caratteristico caffè greco, il buonissimo yogurt locale cremoso e denso, i croissant, il miele locale e la frutta secca. Qui il caffè viene servito in due modi: caldo, lungo e zuccherato, molto profumato, oppure ghiacciato dolce e dal retrogusto spesso vanigliato. Si sorseggia lentamente, si lascia decantare (quello caldo) per permettere all’aroma dei grani tostati di fondersi con gli odori pungenti della macchia mediterranea, sprigionati al mattino. Il caffè freddo è materia per metà mattinata. Da queste parti lo chiamano caffè frappè, usando un curioso francesismo. È un caffè istantaneo shakerato con ghiaccio e un ricco strato di schiuma, si beve zuccherato, con la cannuccia, più raramente con l’aggiunta di latte. Nell’isola di Paros, nel capoluogo Paroikia lo si può ordinare in uno dei tanti caffè vicini al mercato cittadino, dalle parti del porto. Qui - come in un rituale urbano – verso metà mattina si danno convegno un gran numero di locali. Confondersi con loro non è semplice, ma è un’esperienza che lega con le radici stesse delle Cicladi.

Il mattino di Paros

Nell’isola di Paros, sia che ci si trovi nel capoluogo Paroikia o nell’incantevole Naoussa, le due principali cittadine, non è difficile imbattersi in un forno. Chi cerca uno spuntino goloso deve fermarsi e comprare una spanakopita (sfoglia con spinaci) o una tyropita (sfoglia con formaggio). Niente di meglio per uno snack su una delle tante spiagge dell’isola, come Aktaia, Kalakonas, Martselo, Krios e Agios Fokas. Luoghi generalmente appartati e ideali per rilassarsi. Chi cerca qualcosa di più robusto, per spezzare la giornata, deve spingersi nell’antico centro di Parikia e indugiare in una taverna gustando la tradizionale insalata, che noi chiamiamo ‘greca’. Qui – per essere pignoli - si chiama horiàtiki, ed è fatta di pomodori, olive, cipolla, cetriolo e formaggio feta, prodotto in zona. Le porzioni sono spesso enormi, meglio ricordarsene prima di ordinare.

La giornata di Syros

Sull’isola di Syros, la maggior parte delle taverne e dei ristoranti è nel capoluogo: Ermoupolis, dalle pulite architetture neoclassiche, ma dal cuore bizantino. Non è difficile - attorno alla piazza Miaouli o in pieno centro – imbattersi in una buona taverna per gustare le delizie locali. C’è soltanto l’imbarazzo della scelta: dai gustosi antipasti a base di varie salsine come tzatziki, taramosalada o melitzanosalata, e gli onnipresenti dolmades, riso avvolto in una foglia di vite, per proseguire con lo yemistà, pomodori o peperoni farciti di riso o carne, il saganàki, formaggio di San Michali fritto, carni di ogni genere stufate o alla brace, i deliziosi souvlaki, spiedini di pollo o di maiale, e la moussaka, una corposa lasagna di melanzane, carne, patate e formaggio. Il pesce è fresco,  generalmente, pescato in zona, viene cotto quasi sempre alla brace. Il tutto viene innaffiato dal vino di Syros o da una più leggera birra. Ogni cena o pranzo che si rispetti si chiude con una dolcissima e ipercalorica baklava, fatta di miele e noci.

Le notti di Ios

Si dice che ad Ios riposi Omero, e la sua tomba è pure visitabile; fra mito e realtà storica. Chissà se fu veramente la sua? L’isola è un mix di passato e modernità, folklore e divertimento, che conquista il viaggiatore, e lo tiene sveglio sino a tardi. Il rito dell’aperitivo – magari in una delle tante terrazze vista mare – è irrinunciabile ad Ios! Oùzo e mezèdhes sono un abbinamento perfetto. Il tipico liquore aromatizzato all’anice, servito liscio con acqua a parte, risulta particolarmente rinfrescante. Niente di meglio che accompagnarlo con i mezèdhes: piccoli antipasti misti da sbocconcellare, come olive, formaggio, piccole polpette saporite o pesciolini. Non è facile trovare qualche vecchia ouzeri (in sostanza le nostre taverne), più semplice infilarsi in qualche vecchio e affascinante kafenieia, per immergersi nella cultura tradizionale delle Cicladi. Sedie che traballano, fioche lampadine, anziani che sgranano il rosario (niente di religioso, è solo un passatempo). Non sono luoghi da giovani, ma quanto di più vicino al folklore locale d’antan, potrete trovare. Qui i giovani escono molto tardi e sciamano, tutti assieme, verso le moderne Busukia. No, non chiamatele discoteche. Fareste loro un torto. Sono club, dove si fa musica dal vivo. Musica di ogni genere. Più spesso si tratta di pop locale o rebetiko, suonato con il bouzouki, tradizionale mandolino greco, ma si trova di tutto: dal rock, alla musica indie. Nei busukia si balla, si ascolta musica, si beve alternando ouzo alla retsina, un vino aromatizzato con resina di pino, si mangia, ma soprattutto si consuma il rito delle infinite notti cicladiche, carezzate dal vento caldo e dal silenzio che incombe, appena fuori dalle porte dei club.