Le vie dell'incenso
24.08.2017

L’Oman è una delle meraviglie della Penisola Arabica, ancora poco battuto dal turismo mordi e fuggi e capace di sorprendere con spiagge caraibiche, sterminati deserti e valli verdissime.

Un viaggio sull’antica via dell’incenso per sentirsi come Alì Babà e trascorrere giorni da fiaba, all’altezza de Le mille e una notte.

L’Oriente conveniente

Molti definiscono l’Oman come la Svizzera d’Arabia per gli ottimi servizi, le montagne e la cortesia degli abitanti. Le similitudini, però, finiscono qui. Questo Paese, infatti, si distingue anche per le spiagge dai colori intensi e uno fra i più vasti deserti del mondo. Meno frequentato della vicina Dubai, il sultanato dell’Oman è la destinazione perfetta per scoprire il Medio Oriente con le proposte Margò: soluzioni pratiche e vantaggiose per scoprire questa perla orientale ancora poco conosciuta.

Muscat, sulla via dell’incenso

La capitale dell’Oman è la città più antica del Medio Oriente. Old Muscat – la città antica – è arroccata su un altopiano, protetta dai resti di una cinta muraria e dai forti portoghesi, lascito del colonialismo. Il porto, crocevia fra le coste africane e le indie, sin dall’antichità è al centro del commercio di incenso. Da non perdere la modernissima Grande Moschea, inaugurata nel 2001 e capace di ospitare ventimila fedeli. Nella musalla – la sala di preghiera centrale – si trova un tappeto di 4200 m2.  Il souk di Mutrah è il più grande della città, un affascinante groviglio di vicoli e botteghe, con venditori pronti a contrattare fino all’ultima moneta qualsiasi genere di merci. Ad andare per la maggiore sono il khanjar (il tradizionale pugnale ricurvo) e il franchincenso: una resina ricavata dalla boswellia.

Il quarto vuoto

Il deserto fuori Salalah è uno di quegli spettacoli che restano impressi. Conosciuto con il nome di Rob al Khali, ovvero il quarto vuoto, secondo una leggenda araba è uno degli elementi sui quali è nato il nostro pianeta, assieme al mare, al cielo e alla terra. Con i suoi 650.000 km2 è la seconda più grande distesa di sabbia del pianeta e occupa la fascia occidentale dell’Oman. Attraverso un’escursione in 4x4 è possibile visitare la città perduta di Ubar e gustare un té assieme ai beduini, gli antichi signori del deserto, prima di lasciarsi conquistare dal tramonto sulle sabbie e dal cielo stellato notturno.

Salalah, spiagge e antichità

Sebbene Salalah sia nota per le sue spiagge e i bei fondali, consigliatissimi per lo snorkeling, poco distante si trova anche uno dei siti archeologici più importanti della Penisola Arabica. Si tratta delle rovine della città di Al Baleed che si specchiano sulla laguna di Khawr Al Baleed, separata dall’Oceano Indiano da una sottile striscia di spiaggia. Il sito - Patrimonio dell’Unesco - contiene antiche moschee, un cittadella e molte case patrizie.

Le meraviglie del mare

Le spiagge di Al Fazayah con la loro sabbia candida, bagnata dal mare turchese, si trovano tra costoni rocciosi di origine lavica che scendono quasi a picco sul mare. In queste piccole insenature appartate gli unici rumori sono quelli del vento e della risacca. A largo – con un pizzico di fortuna – si possono avvistare gruppi di delfini. La Baia di Al Mughsail è uno dei luoghi simbolo dell’Oman. Qui si viene per vedere e ascoltare il cosiddetto “respiro dell’Oceano”: il mare si insinua attraverso le aperture naturali della roccia dando luogo a getti d’acqua dell’altezza di un paio di metri.

La Valle del Darbat

Niente deserto, ma laghi, cascate e verdissime colline popolate da dromedari neri, capre, mucche e asini. Vi si arriva da Salalah, passando in poco tempo dalle distese di sabbia ad un contesto che sembra trasportare, come per magia, sulle nostre Alpi.