Piemonte, alle origini dello sci
08.01.2015

 

Viaggio sulle montagne del Piemonte, dove regnano sport e relax.

 

Il Piemonte è la culla dello sci in Italia. Risale infatti al 1901 la nascita del primo sci club italiano, fondato a Torino proprio per diffondere la cultura di questo originale sport, all'epoca piuttosto diffuso in Europa ma ancora sconosciuto in tutta la Penisola. I pendii su cui questi pionieri dello sci sperimentavano questi strani attrezzi erano quelli dell'Alta Val di Susa, quelle stesse montagne che un secolo dopo, nel 2006, hanno ospitato la maggior parte delle gare dei XX Giochi Olimpici Invernali.

Bianca e luminosa come la Vialattea

C'è fermento per le strade di Sauze D'Oulx; la neve ha ormai cancellato l'estate e l'imbiancato Genevris (2536 m) ricorda agli abitanti dell'Alta Val di Susa che il popolo degli sciatori sta per arrivare. Le località sciistiche del Piemonte vantano una lunga tradizione turistica, testimoniata dalla qualità degli impianti, dalla variegata offerta di eventi e intrattenimento e da un'ospitalità veramente calorosa. 

I numeri parlano chiaro; Vialattea è una bellissima metropoli ad alta quota200 piste per un totale di 400 chilometri che colleganosci ai piedi, ben 7 località (Sestriere, Claviere, Cesana Torinese, Sansicario, Pragelato, la francese Montgenèvre e Sauze d’Oulx); 30 rifugi (dai 1350 metri di Cesana ai 2800 del Motta), 4 snowpark, 12 scuole di sci e 600 maestri.

Terra di campioni

La fiamma olimpica non c'è più ma il suo calore riscalda ancora questa valle e le sue montagne. La gente ricorda sempre con orgoglio e soddisfazione il successo di un evento che ha saputo rinnovare e migliorare ulteriormente servizi e impianti, senza perdere di vista il rispetto per la montagna e i valori di un'intera cultura. Proprio qui, a Sauze D'Oulx, un tempo meta delle vacanze invernali della sofisticata aristocrazia torinese, si disputarono le gare di freestyle, a Cesana Torinese quelle di biathlon, bob, discesa libera e Super gigante; a Bardonecchia i più grandi snowboarder si contesero le medaglie e nella leggendaria Sestriere i campioni di sci alpino emozionarono milioni di tifosi sparsi in tutto il mondo. Certo le grandi manifestazioni sportive hanno sempre frequentato questo tratto di Alpi; è sufficiente rintracciare su una cartina i nomi leggendari di alcune delle piste: a Sauze D'Oulx il mitico Canale Colò e il lunghissimo Vallone del Rio Nero, la Gran Pista e la leggendaria 29 con i suoi fitti boschi di pini e larici secolari; a Sestriere la Kandahar slalom Giovanni Alberto Agnelli, che tutti conoscono per le spettacolari gare in notturna, e la Kandahar Banchetta - Giovanni Nasi, con la sua partenza lassù, a 2.800 metri. Oggi come ieri Vialattea e Bardonecchia continuano ad ospitare importanti eventi sportivi a livello internazionale. Durante la stagione invernale non è infatti difficile trovare la valle in fermento per l'arrivo dei più grandi campioni provenienti da tutto il mondo; in quelle occasioni ristoranti, locali, pub e spazi pubblici si animano più del normale e il calendario degli eventi si fa estremamente ricco. I nuovissimi impianti olimpici e l'ottima capacità ricettiva, ci spiegano, è stata anche quest'anno un punto a favore dell'Alta Val di Susa, che ospiterà nel 2008 due gare di Coppa del Mondo di Sci Alpino femminile a Sestriere (6-10 febbraio) e le gare di Half Pipe valide per Coppa del Mondo di Snowboard a Bardonecchia - Melezet (gennaio).

Sestriere, Sauze D'Oulx e Bardonecchia

Era dunque già scritto il successo di questa valle negli sport invernali, così come in fondo il destino di Sestriere era segnato sin dalla sua nascita. Meno di mille abitanti ad un'altezza di 2.000 metri, nata negli anni '30 grazie all'intuizione di Paolo Vincenzo Possetto prima e di Giovanni ed Edoardo Agnelli poi, Sestriere è oggi come ieri una delle più famose e prestigiose stazioni sciistiche di tutto il mondo. Chiunque ormai riconosce la sua skyline, dominata dalle due famose torri, e le affascinanti vette che la circondano: il Fraiteve (2701 m), il Sises (2658 m), il Punta Rognosa (3280 m) e il monte Motta (2850 m).