Sotto lo stesso cielo
09.04.2016

 

Tantomeno originario è l’appellativo “malgasci” dato alla popolazione, la quale anticamente (ma tuttora può accadere di ascoltarlo) preferiva chiamarsi ambanilanitra, “coloro che vivono sotto il cielo”

 

 

Nosy Be, una isola da sogno.

Oltre ai graziosissimi lemuri, tipicamente rappresentativi della fauna, troviamo camaleonti, uccelli rari, giganteschi baobab, palme autoctone, cactus, euforbie ed orchidee. Antico crocevia di popolazioni afroasiatiche, l’isola è anche un caleidoscopio di culture di differenti. 

Il Madagascar si può suddividere in zone geografiche piuttosto definite. Il nord, scarsamente popolato ma caratterizzato da una straordinaria varietà di ambienti, è costellato di verdeggianti foreste pluviali e attorniato da isole e isolotti paradisiaci, primo fra tutti Nosy Be, dove si possono ammirare spiagge bianche, barriere coralline incontaminate e villaggi di pescatori. La costa nordorientale tra Vohemar e Antalaha prende il soprannome evocativo di “Vanilla coast” e accoglie i viaggiatori con paesaggi da fotografia. Tra le mete da non perdere in questa zona spiccano i parchi nazionali di Montagne D’Ambre, Tsingy Rouge e la riserva dell’Ankarana. La parte centrale dell’isola è ricoperta da altopiani di altezza variabile ed ospita la capitale Antananarivo, amichevolmente detta Tanà, che merita senz’altro una visita per i suoi quartieri animati e i gradevoli edifici storici. L’arido sud custodisce, tra gli altri, il parco nazionale dell’Isalo, con le singolari formazioni rocciose modellate dal vento, i canyon e le piscine naturali. La costa occidentale di fronte al continente Africano, a partire dagli “tsingy” (pinnacoli calcarei) della parte nord sino alle foreste di baobab del sud, è percorsa da lunghissime spiagge candide e piccoli villaggi. Qui si trovano i parchi nazionali di Andasibe, accessibile tutto l’anno e habitat prescelto dell’Indri, il più grande dei lemuri, e di Masoala, le cui antiche foreste pluviali custodiscono innumerevoli specie endemiche di mammiferi, rettili e uccelli. Qualunque sia la zona prescelta, il viaggio riserverà comunque meravigliose sorprese, l’importante sarà prenderle … “mora mora”, pian piano, gustando ogni singolo momento.

Curiosità

Quando andare Il clima del Madagascar è di tipo subtropicale, con una stagione calda e piovosa da novembre ad aprile, e una stagione secca e fresca da maggio a ottobre, la migliore per visitare il Paese. Le temperature variano molto in base all’altitudine e alla posizione geografica. La costa occidentale è più secca, quella orientale piuttosto umida, mentre la zona meridionale è prevalentemente arida; sugli altipiani le temperature sono più fredde rispetto alle pianure, ma la capitale Antananarivo ha una clima temperato e piacevole tutto l’anno grazie alla sua posizione a un’altitudine di 1300 metri. Lungo le coste, le temperature oscillano in media da 27°C a 32°C durante la stagione umida e da 18°C a 22°C nella stagione secca. Indri indri! “Eccolo là!”, intendeva dire un abitante del Madagascar a un esploratore europeo allorché si trovarono di fronte a un grosso esemplare di lemure. Ma l’europeo intese “Indri” come il nome del primate, il quale  continua a chiamarsi così. Narra una leggenda che un tempo l’uomo e l’Indri fossero fratelli. Un giorno però il primo si trasferì sugli altipiani per coltivare la terra e l’altro rimase nella foresta; rimasto solo, il lemure da quel momento piange la sua malinconia. Ecco spiegato il perché dei canti mattutini di queste bestiole, udibili anche a grande distanza. Da assaggiare Tra le specialità della cucina malgascia ricordiamo il diffusissimo Romazava zebù, che rispecchia i colori della bandiera nazionale, il Henakisoa ravitoto sy, carne di maiale con purè di foglie di manioca, il mosakiky, spiedini di carne accompagnati da mango o patate. Fate una scorpacciata di benessere grazie alla sontuosa frutta, dagli ananas ai lytchees, dai manghi alle banane, e sorseggiate la betsabetsa, una bevanda alcolica prodotta con la canna da zucchero. Dollari d’argento La valuta ufficiale del Madagascar dal 2005 è l’Ariary malgascio (MGA), che significa letteralmente “dollaro d’argento” ed è diviso in 5 iraimbilanja: insieme alla Mauritania, il Madagascar è l’unico paese al mondo con una valuta non decimale. Vaniglia del Madagascar Non c’è gelateria o profumeria che non contempli un prodotto a base dell’amatissima vaniglia, ma forse non è così risaputo che la pianta da cui deriva il dolce baccello nero appartiene alla famiglia delle Orchidee e che oggi circa l’80% della vaniglia mondiale proviene dal Madagascar. Qui è coltivata e raccolta tramite un procedimento delicato e complesso: i meravigliosi fiori gialli vengono selezionati rigorosamente sullo stelo e impollinati a mano dai produttori, ragione principale della quantità limitata e del costo elevato del prodotto finale.