Viaggio in Messico: dallo Yucatan al Chiapas
16.09.2015

La meraviglia del mondo Chichen Itza e l'impressionante Uxmal, la colorata San Cristobal e l'intrigante paesaggio del Chiapas

Da poco eletta una delle sette meraviglie del mondo, dichiarata patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, Chichén Itza racconta perfettamente la storia, la cultura e le tradizioni dell'evoluta e misteriosa civiltà maya. Il sito, frutto dell'incontro- scontro fra maya e toltechi, presenta un'architettura particolare, diversa da quella dei siti archeologici visitati finora. Tutto a Chichén Itza è straordinario: il suo fascino, i suoi edifici e il caldo. In tutta la città si contano 8 juego de pelota (gli antenati dei nostri stadi), centinaia di colonne, affreschi, sculture e templi per ogni tipo di cerimonia. Sicuramente quel che però maggiormente impressiona a Chichén Itza è El Castillo, noto anche come la Piramide di Kukulcan.

La cultura maya e la piramide di Kukulcan

La costruzione, alta 25 metri, è in realtà il calendario maya in grande scala: ognuna delle 4 facce della piramide è tagliata in due da una scalinata; ciascuna parte è divisa in 9 livelli, in modo che in ogni lato trovino posto 18 terrazze in rappresentanza dei 18 mesi del calendario maya. Su ogni lato si raggiunge la cima dopo aver affrontato 91 gradini; la somma di tutte e quattro le serie di 91 gradini con l'aggiunta della piattaforma finale ci fornisce un numero incredibile: 365, esattamente lo stesso numero di giorni del nostro calendario. 

E se ancora qualcuno dubitasse, magari dopo aver visto i diversi altari costruiti per i frequenti sacrifici umani, della grande cultura di questa civiltà, una visita a El Caracol dissiperà ogni dubbio. La torre infatti ha portali esterni indirizzati esattamente verso i 4 punti cardinali mentre le finestre della cupola sono aperte in corrispondenza della posizione di alcune importanti stelle che vi fanno capolino in determinati giorni dell'anno. La conoscenza dei movimenti degli astri e del calendario è dimostrata ancora una volta da El Castillo: durante gli equinozi infatti grazie ad un preciso gioco di luci e ombre, un evanescente serpente sembra salire e scendere la scalinata.

Le città dei Conquistadores

"La memoria non è ciò che ricordiamo, ma ciò che ci ricorda. La memoria è un presente che non finisce mai di passare". Ripensando a questa frase di Octavio Paz, Premio Nobel per la Letteratura nel 1990, visitiamo Merida, la capitale dello Yucatan. La città venne costruita dagli spagnoli utilizzando le pietre della città maya; per comprendere questa sovrapposizione è sufficiente osservare le bancarelle e i visi al mercato locale o ammirare i palazzi delle vie del centro e la Plaza Grande. Campeche è uno dei più interessanti esempi di architettura coloniale in Messico; il suo centro storico è stato dichiarato patrimonio dell'Umanità dall'Unesco: le tinte pastello, i decori, le antiche fortificazioni e le terrazze affacciate sul Golfo del Messico ci costringono a dar fondo alla memory card della nostra macchina digitale. A metà strada fra Merida e Campeche si trova Uxmal, annoverato dagli studiosi come uno dei più intriganti siti maya finora scoperto. Uxmal, pur sorgendo in una zona piuttosto arida, divenne una floridissima e potente città, come dimostra la ricchezza di monumenti del sito archeologico, grazie alle innovazioni tecnologiche dei maya e al Chac-Mool, il dio della pioggia tanto venerato dai suoi antichi abitanti.

Fiero e selvaggio, il Chiapas

Controverso, combattuto, ricco di risorse ma povero di progresso, il Chiapas è una regione incredibilmente intrigante. Atterriamo a Tuxla Gutierrez, la sua moderna capitale. Dopo un tour della città, percorriamo pochi chilometri in direzione Cañon del Sumidero. Lo spettacolo è impressionante. Mentre la guida ci racconta che in questa gola profonda più di un chilometro si gettarono numerosi indigeni per sfuggire al dominio dei Conquistadores spagnoli, i suoni e il panorama della natura che ci circonda ci trasporta in un'atmosfera irreale, magica, quasi mitica. Risaliamo il Rio Grijalva minacciati, si fa per dire, dalle alte pareti rocciose e partiamo alla volta di San Cristobal de Las Casas. Siamo ormai saliti a quota 2.000 metri. Ci ritroviamo di nuovo in piena atmosfera coloniale e questa volta non solo da un punto di vista architettonico. A San Cristobal i viali ciottolati sono ancora calpestati da uomini, donne e bambini fermi come per incanto in una dimensione lontana nel tempo e nello spazio. Non a caso oggi questa città è al centro di numerosi tour del Messico e una tappa obbligata in Chiapas. Curiosare fra le bancarelle del Mercado Municipal, ammirare i palazzi di Plaza 31 marzo ed entrare nella chiesa di Santo Domingo sono solo alcune delle cose che si possono fare trascorrendo una giornata a San Cristobal de Las Casas. Siamo quasi tutti d'accordo: Palenque è forse il posto più bello fra quelli visitati nel Chiapas. Immerso in una giungla fitta che si distende a perdita d'occhio, la cittadina offre ai visitatori bellezze archeologiche e naturali impareggiabili. Poco lontano da qui precipita prepotente la Cascada de Misolha, 25 metri di caduta libera e intorno una foresta tropicale viva e rigogliosa. Scorre delicatamente il torrente di Agua Azul, per gran parte dell'anno talmente azzurro da impressionare anche gli ecoturisti più abituati a tali meraviglie. Ma Palanque è anche, e soprattutto, nota per le sue rovine maya. Non ci si stancherebbe mai di visitare questi luoghi magici e carichi di storia. Il parco archeologico si estende su una superficie vastissima e comprende, così leggiamo, oltre 500 edifici. Da non perdere le tre piramidi del Grupo de la Cruz, il grosso edificio chiamato El Palacio e il grande e stupefacente Templo de las Inscipciones.