La Puglia dei sapori tra pane, vino e olio
08.09.2015

 

Un viaggio in Puglia tutto da assaporare

 

Fare un viaggio in Puglia non significa solo godere delle bellezze naturali, del mare incontaminato e del fascino di antiche città barocche. Un viaggio in Puglia è anche attraversare luoghi antichi come l'uomo, sentirsi addosso il calore della gente del Sud, l'odore della terra fertile che arde al sole.

Grano, vite e ulivo

Dai campi di grano sconfinati del Tavoliere, attraversando i vigneti di Locorotondo, fino agli uliveti del Salento, ciò che ci ha stupito di più di questi luoghi è il silenzio che li pervade. Si incrociano spesso piccole figure di uomini e donne, persone che da secoli traggono da queste campagne frutti preziosi. Primo fra tutti il grano, grazie al quale qui producono il noto "pane pugliese". Non abbiamo potuto fare a meno di assaggiarne alcune varianti, a partire da quello di Altamura, fatto con farina di semola di grano duro, lievito a pasta acida, sale marino e acqua, lievitato naturalmente e cotto nel forno a legna. Ma anche ipizzi leccesi, preparati su una base di pasta madre (lievito a fermentazione naturale) di grano duro, o il pane con le olive.

Il profumo dei prodotti tipici

Un consiglio? Alzatevi presto, una mattina, e andate ad acquistare il pane pugliese appena sfornato. Sono poche le parole che riescono a descriverne la bontà e la fragranza. Lo stesso vale per le friselle, di grano o d'orzo: tipiche ciambelle secche da condire con i pomodorini. E che dire dei taralli? A Bari li fanno semplici, dolci o salati, a Taranto sono cosparsi di semi di finocchio. A Lecce abbiamo assaggiato quelli piccanti mentre a Otranto li fanno leggermente glassati. Il nostro viaggio in Puglia prosegue tra vitigni dal profumo meraviglioso e dai colori in tutte le tonalità comprese tra il verde e il viola dei grossi acini maturi. Qua vengono prodotti alcuni dei vini più apprezzati, non solo in Italia. Dal Primitivo di Manduria, con il suo aroma leggero che si contrappone a un gusto pieno, al Negroamaro, tipico del Salento e dei suoi Terreni argillosi, fino alLocorotondo, bianco profumato e corposo.

I sentieri dei frantoi ipogei

segreti della cultura rurale riservano sorprese che non ti aspetti e ti portano su strade di cui, sebbene battute da secoli, ignoravi l'esistenza. I sentieri dei frantoi ipogei ne rappresentano un esempio: disseminati un po' ovunque nel Salentosono il segno della grande importanza dell'olivo e della cultura olearia pugliese. Opere d'arte contadina scavate nella roccia sotterranea che permettevano di sfruttare la temperatura costante del sottosuolo e proseguire ininterrottamente la molitura delle olive, da giugno a ottobre.

Il mulo e il "trappitaro"

Se capitate nei dintorni di Ostuni vi consigliamo di visitare il frantoio Lacopagliaro. Entrarci è stato come tornare indietro nel tempo fino al medioevo, tra grotte di sale, il focolare e il ricovero per i muli. Testimonianze di legno e pietra di una civiltà rurale, e di quei "trappitari" tante volte citati nella letteratura popolare del Salento. Michele Notturno, scrittore pugliese comincia così una sua poesiaQuanne arvaie ‘nche la live a lu trappete vulesse ariè a lu tempe di na vote. Quanne l’uie li faceie mule e prete e li bicchiere n’armaneie maie arrete. (Quando passo dove vive il trappitaro vorrei tornare ai tempi di una volta. Quando l'olio lo faceva il mulo e il bicchiere non rimaneva mai vuoto).