Corfù

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Corfù

Corfù. Si può chiedere di più?

Corfù è l’isola più settentrionale dell’arcipelago delle Isole Ionie, di cui fanno parte anche Paxí, Lefkáda, Cefalonia, Itaca – la patria di Ulisse che nel racconto omerico approdò proprio a Corfù (nell’opera è citata col nome di Scheria, isola dei Feaci) prima di far ritorno a casa –, Zacinto – quella dalle “sacre sponde” dove nacque Ugo Foscolo –, Kýthira e altre isolette minori. Corfù è anche l’isola più verde dell’arcipelago, con una ricchissima vegetazione mediterranea e ulivi in ogni dove.

 

Sono molti i viaggiatori che le attribuiscono il titolo di “isola più bella”, non solo tra le Ionie, ma addirittura di tutta la Grecia. Cosa la rende così speciale? In primo luogo i suoi idilliaci paesaggi, di una bellezza indescrivibile, ma anche la gran quantità e varietà di spiagge che accontentano un po’ tutti. E ancora: gli splendidi centri abitati, a cominciare da Corfù Città, con un centro storico dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’umanità e con una vasta offerta di svaghi e divertimenti. È chiaro, allora, il motivo per cui Corfù merita a detta di tanti quel titolo: a quest’isola non si può chiedere di più.

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La storia

Anche Apollonio di Rodi nei suoi “Argonauti” narra che l’isola di Corfu rappresentò un luogo di sosta per Giasone e gli Argonauti nelle loro imprese di conquista del Vello d’Oro. L’isola è anche raccontata nell’Odissea di Omero, citata col nome di Scheria, isola dei Leggendari Feaci che con le loro magiche navi giunsero qui dalle lontane terre dei Ciclopi. Le leggende su Corfù sono molte, soprattutto quelle inerenti all’origine del nome: nei secoli assunse molti nomi, fino ad ottenere quello attuale di Kerkyra, che deriva dall’antica leggenda sulla ninfa Kerkyra, amata dal Dio Poseidone che la portò in quest’isola a cui diede il suo nome.

La storia di Corfù è lunga e complessa, fu dapprima abitata da tribù illiriche che vennero sovrastate prima dai romani e in seguito dai bizantini. Il “Risorgimento” di Corfù avvenne con l’inizio della dominazione veneziana: l’egemonia veneziana a Corfù durò per oltre quattro secoli periodo in cui i Veneziani incentivarono molto la coltivazione degli ulivi, ancora oggi uno degli alberi che meglio rappresenta l’isola. In seguito, prima i francesi e successivamente gli inglesi imposero il loro dominio sulla piccola isola. Sotto gli inglesi, il commercio corfiota fiorì. Alla fine del XIX secolo fu poi annessa alla Grecia.

Corfù fu il luogo di vacanza preferito da Elisabetta d’Asburgo, che vi fece costruire il proprio palazzo poiché ammirava la Grecia, la sua lingua e la sua cultura. La posizione dell'Achilleion offre una vista panoramica della città di Corfù, a nord, e sull'intera parte meridionale dell'isola. La costruzione della residenza, ideata dall’architetto italiano Caritto in stile pompeiano, ruota intorno al mito dell’eroe Achille, come si deduce anche dal suo nome.

Lo sapevi che

Si fa fatica a credere ai propri occhi di fronte alle spiagge di Corfù. Lambite da un mare che assume ogni tonalità dell’azzurro, se ne trovano per tutti i gusti: sabbiose, di ciottoli e rocciose.

Sulla costa settentrionale, Sidhári accoglie i bagnanti con una lunga spiaggia di sabbia, ma vi sono anche particolari formazioni rocciose di pietra arenaria, tra cui quelle che hanno dato vita al Canal d’Amour. Leggenda vuole che gli innamorati che l’attraversano insieme a nuoto saranno legati l’uno all’altro per sempre.

A nord-est, invece, si trova Kassiópi, con la sua suggestiva baia rocciosa che, protetta da promontori verdeggianti, ospita una bella spiaggia di ciottoli bianchi da cui si avvistano le montagne dell’Albania. Il paesaggio qui è un vero spettacolo. Tra Sidhári e Kassiópi, infine, si estendono le vivaci spiagge di sabbia e ciottoli di Acháravi e Róda.

Scendendo da nord lungo la costa orientale incontriamo la spiaggia di sabbia e ghiaia del villaggio di Kalámi, in una baia di rara bellezza circondata dal verde, con alle spalle i pendii del monte Pantokrátor. Catturato dalla magia del luogo qui si stabilì, sul finire degli anni ’30, lo scrittore Lawrence Durrell. Mare e paesaggio continuano a ricoprire il ruolo di fascinatori anche presso le spiagge di ciottoli di Nisakí e di Barbáti. Poi ci sono le spiagge di sabbia e sassolini di Ipsós e Dassiá, frequentate soprattutto dai giovani dato che si tratta di centri con molti beach club e una movimentata vita notturna. Oltrepassata la città di Corfù i viaggiatori amanti del divertimento affollano le spiagge di Benítses e Kávos (quest’ultima situata sull’estrema punta sud della costa orientale): di giorno si dedicano agli sport acquatici e di notte alla movida.

Spostiamoci a ovest, più di preciso nel nord-ovest. Molte sono le spiagge amate, prime tra tutte quelle di Afiónas, dove una striscia di terra divide la spiaggia di Porto Timoni in due baie gemelle, regalando ai viaggiatori un capolavoro paesaggistico che resta impresso per sempre nella memoria.

Non lontano da Afiónas reggono il confronto le spiagge di Paleokastrítsa, racchiuse all’interno di tante piccole baie e insenature: se ne trovano sia di sabbia che di ciottoli. Per fare un tour si può salire a bordo di un’imbarcazione da escursione, facile da trovare un po’ ovunque. La spiaggia più ampia si estende ai piedi del Moní Theotokou, un pittoresco monastero ortodosso del XVIII secolo (ma fondato nel XIII). Dal promontorio su cui sorge l’edificio si gode di una vista fantastica che include i resti dell’Angelókastro, un’antica fortezza bizantina del ’200.

Andando verso il centro del litorale, altre splendide spiagge sono quelle di Glyfáda e di Pélekas (o Kontogiálos), di sabbia fine e dorata con fondali bassi. Una peculiarità dell’arenile di Glyfáda è la presenza di una piccola zona rocciosa che ruba un po’ d’acqua al mare per creare delle graziose piscine naturali.

A sud c’è un’attrazione imperdibile: la laguna di Korisíon, un’oasi naturalistica separata dallo Ionio da pochi metri di sabbia che formano una spiaggia dall’aspetto surreale, stretta tra le acque del mare e quelle della laguna.

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