Viaggio sulle coste della Sardegna
08.11.2015

Sia che ci si ritorni per l'ennesima vacanza sia che la si incontri per la prima volta, la Sardegna suscita sempre stupore e incredulità. Fiera e selvaggia, abituata da sempre a convivere con isolamento e invasioni, venti minacciosi e mari imprevedibili, questo gioiello della natura custodisce meraviglie inaspettate.

Preziosa come lo smeraldo, esclusiva come un gioiello

Tutto ebbe origine qui, all'inizio degli anni Sessanta, quando il mare color smeraldo e le deliziose baie incantarono il giovanissimo principe Karim Aga Khan. Da allora la favolosa Costa Smeralda e la Gallura sono divenute il motore e l'emblema del turismo in Sardegna. Grazie anche ad un'attenta politica di tutela del paesaggio questo tratto di costa nord orientale, rimane ancora oggi uno degli angoli più suggestivi, e affollati, dell'isola. Le chiacchere in piazzetta, gli yacht ormeggiati nel grazioso porticciolo, i negozi alla moda, i locali notturni pieni di personaggi famosi e le discoteche che dettano le tendenze dell'estate italiana, fanno di Porto Rotondo e di Porto Cervo due intramontabili mete turistiche. 

Certo, in Costa Smeralda non si è mai soli, nel bene e nel male. In certe ore le strade possono essere trafficate come quelle di una grande città e le spiagge piene di bagnanti di ogni genere; ma lo splendore di Cala di VolpeCala Petra RujaCapriccioliLiscia di VaccaCala Battistoni, nei pressi dell'esclusiva Baia Sardinia, vi faranno dimenticare la folla allegra e quasi sempre discreta che vi terrà compagnia.

Indomabile Gallura

Dopo una breve incursione ad Arzachena per respirare l'atmosfera magica delle misteriose Tombe dei giganti di Coddu Ecchju e di Li Lolghi, e dopo aver ammirato il panorama dal ventoso monumento roccioso di Capo d'Orso, ci dirigiamo verso Santa Teresa di Gallura. Non ci facciamo mancare un tuffo nelle acque intorno a Porto Raphael e a Porto Pollo e notiamo che sulla linea dell'orizzonte al posto dell'imponente profilo degli yacht ora troviamo le vele dei windsurf e dei kitesurfer. A Santa Teresa, una storica località turistica che ci colpisce per la sua tradizionale autenticità, ci facciamo travolgere da alcuni pensieri sul rapporto fra vecchio e nuovo in Sardegna mentre prendiamo un aperitivo al famoso Bar Conti, uno dei tanti locali della cittadina. Il paesaggio subito ci appare cambiato; alle calette di sabbia rosa si sono sostituite lunghe distese bianchissime su cui di tanto in tanto si infrangono rumorosamente le onde. La MarmorataLa LicciolaRena Bianca, sono sicuramente fra le spiagge più famose di questo tratto di costa, ma armati di un pizzico di pazienza e pronti ad una fatica che verrà abbondantemente ricompensata, ci addentriamo nelle pinete, ci arrampichiamo sulla roccia, attraversiamo lingue di sabbia e piccole strade di paese, alla scoperta di spiagge meravigliose e quasi deserte sulle quali ci riposiamo dalle fatiche della nostra vita lontano da qui. Non possiamo andarcene senza prima aver goduto appieno dello splendore di Capo Testa, un promontorio di granito legato alla Sardegna da una striscia di sabbia, intorno al quale, come petali di un fiore, si aprono piccole calette dal mare strepitoso.

Storia e natura: l'Arcipelago della Maddalena

Parola d'ordine: perdersi. La costa che da Santa Teresa scende fino a Stintino merita mille e ancora mille soste. Prima di partire però ci concediamo una gita ormai collaudata ma che non smette mai di affascinare. Tutti a bordo, si parte alla volta dell'Arcipelago della Maddalena. Parco Nazionale dal 1996, le sette isole principali che compongono l'arcipelago sono un paradiso nel paradiso. In poco meno di mezz'ora di traghetto da Palau raggiungiamo l'isola de La Maddalena e iniziamo a perderci fra spiagge selvagge con fondali ricchissimi; proseguiamo quindi verso Caprera e ci mettiamo sulle tracce Garibaldi. Scegliamo uno dei graziosissimi bar dell'antico borgo, alle spalle del porto, e ascoltiamo il racconto di altri viaggiatori che hanno navigato verso la spiaggia rosa dell'isola di Budelli e il silenzio dell'isola di Spargi; le loro emozioni ci riportano alla mente quei luoghi che difficilmente scorderemo.

Alla conquista del west

Ritorniamo a Palau e da qui ci dirigiamo verso ovest, oltre Santa Teresa. Scarpe comode e un pizzico di avventura ci accompagnano ancora una volta alla scoperta di calette e spiagge diverse per il paesaggio che le circonda ma identiche nella sostanza: sabbia bianca, mare cristallino e natura selvaggia. L'eleganza e l'ordine che regnano a Costa Paradiso e Isola Rossa concertano, senza mai stridere, con la costa frastagliata, il granito sempre più ingombrante, la vegetazione folta e l'immensità dello spazio che corre per chilometri dietro le nostre spalle. Continuiamo a raggiungere le spiagge che come lontani miraggi appaiono lungo i lati della strada e dove lo spettacolo è sempre eccezionale, e arriviamo a Castelsardo. Di origine medievale, arrampicato sulla roccia, illuminato dalle sue case colore pastello, il paese offre momenti di grande relax. La spensierata folla di turisti inizia però a mancarci; scendiamo così lungo tutta la costa e approdiamo a Stintino, una delle più belle zone della Sardegna. Fra le grandi attrazioni di questa piccola penisola da non perdere i pellicani dello stagno Casaraccio, la spiaggia delle Saline, il Museo della Tonnara, ma soprattutto la leggendaria spiaggia della Pelosa: nuotando nelle sue acque turchesi non potrete credere di trovarvi in Italia. Dopo un buon piatto di maloreddus, meglio noti come gnocchetti sardi, e un po' di porceddu, che in realtà da queste parti chiamano porcetto, salutiamo la costa settentrionale della Sardegna pronti a dirigerci verso est. Ancora una volta la Gallura e la Costa Smeralda ci hanno stregato e ancora una volta ci ripromettiamo di tornare qui al più presto. Ma ora via, il Golfo di Orosei ci attende.