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Creta, la culla della civiltà minoica

Creta è l’isola della Grecia dal carattere forte. È l’isola in cui storia e mitologia si fondono: è qui che Zeus incontrò la principessa Europa di cui si innamorò perdutamente, ed è sempre qui che nasce la civiltà minoica madre della cultura europea. Creta, con i suoi 260 chilometri di lunghezza, è la più grande isola greca e la quinta del mar Mediterraneo. Per raggiungerla bisogna spingersi oltre l’arcipelago del Dodecaneso, perché Creta è anche la più meridionale delle isole elleniche.

 

Sospesa tra la Grecia Continentale, la Turchia e l’Egitto, Creta vive in un mondo tutto suo che sembra lontano anni luce da quello che la circonda. È l’isola delle tradizioni, delle note musicali della lyra e del liuto, delle taverne che preparano lo stífado, dei grandi palazzi minoici, delle spiagge rosa, dei monti aspri e dei canyon. Per tutti questi motivi i cretesi sono un popolo ospitale ma allo stesso tempo indipendente e fiero, il loro valore più forte è la libertà. Le persone, il cibo, la musica e i paesaggi donano a Creta una personalità dirompente che all’inizio del viaggio lascia piacevolmente spiazzati, alla fine affascinati.

 

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Creta è un’isola mosaico: montagne rocciose dal marrone intenso, valli verdeggianti dove riposano pascoli di capre e pecore, terreni coperti di uliveti e vitigni, piccoli borghi dalle case pastello e poi ancora spiagge dorate e mare turchese che diventa blu inteso quando soffia il meltemi, il tipico vento greco. L’isola è una tavolozza dalle mille sfumature dietro cui si celano paesaggi contrastanti.

Creta è l’isola della sfrontatezza paesaggistica: si passa in un batter d’occhio dalle montagne impervie, e a tratti inaccessibili anche agli escursionisti più esperti, alle dolci coste tanto sognate dai viaggiatori che amano le spiagge di sabbia fine e il mare cristallino. La costa settentrionale di Creta, infatti, è orlata da spiagge morbide e sabbiose, sul versante meridionale invece si snodano, da est a ovest, 250 chilometri di catene montuose.

L’isola è divisa in 4 province: Haniá, Rethymno, Iráklio, Lasíthi. Tutte e quattro sono custodi di grandi tesori storici e naturalistici. Haniá è la parte occidentale di Creta, qui il mare è limpido e poco profondo. A sud la provincia è più selvaggia, ma vale la pena addentrarsi e visitare la Gola di Samariá, il canyon più lungo d’Europa scavato dal fiume che scorre tra i monti. L’escursione tra le pareti di roccia, colorate da fiori selvatici, è indimenticabile. Tra i sentieri di Samariá è possibile avvistare anche la Kri Kri, la tipica capra cretese. Imperdibili la Gola di Ìmbros e quella di Roúvas. Gli appassionati di escursionismo, climbing e arrampicata rimarranno estasiati davanti a questo capolavoro di Madre Natura.

Réthymno è la provincia storica ricca di edifici veneziani e ottomani. Qui si trova il monte Psiloritis, il più alto dell’isola, con i suoi villaggi aggrappati alle rocce a picco sul mare. La costa di Réthymno è un ghirigoro di insenature e calette lambite dal mare trasparente.

La provincia di Iráklio, invece, è la culla della civiltà minoica, un paradiso per i viaggiatori che amano l’archeologia: qui si trova il leggendario palazzo di Cnosso. Anche i bambini ameranno questa provincia ricca di parchi acquatici.

L’ultima provincia è quella di Lasíthi, la zona orientale di Creta: imperdibile l’isola di Spinalónga, l’altopiano di Lasíthi costellato di mulini a vento e la grotta di Diktéon dove la mitologia narra che tra le sue stalattiti e stalagmiti sia nato Zeus.

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