Salalah e una notte nel deserto dell’Oman: cosa vedere, quando andare e come vestirsi
Tè, mare cristallino e deserto da scoprire. L’Oman è un paese che sorprende per il suo aspetto tradizionale, il benessere dei suoi abitanti, la sicurezza e l’assoluto rispetto per la natura.
Qui non ci sono i grattacieli degli Emirati Arabi e l’ambiente selvaggio viene preservato come un bene prezioso. Del resto, sono proprio il mare e il deserto a caratterizzare questo grande sultanato medio-orientale.
Salalah: fra mare turchese, oasi verdissime e montagne ramate
La natura omanita riserva molte sorprese a chi non conosce questo straordinario Paese e a Salalah, situata nel Governatorato del Dhofar, nella zona sud del Sultanato dell’Oman, si presenta nella sua versione più incredibile. La città è circondata da un’oasi tropicale lambita dalle acque turchesi dell’Oceano Indiano, in una posizione davvero suggestiva dal punto di vista naturalistico. Questa località è il punto di partenza ideale per dare vita ad un viaggio fatto di avventure nel deserto e relax in luoghi tranquilli e ben attrezzati.
La costa del Dhofar è di finissima sabbia bianca, tiepida e invitante. Le spiagge sono di grandi dimensioni, ideali per chi cerca la tranquillità della natura e desidera avere molto spazio attorno a sé per rilassarsi sotto il sole con la splendida vista delle acque trasparenti. Il mare più misterioso, tuttavia, si trova dietro una catena di alte montagne che raggiungono i 1.800 metri di altezza e che permettono, una volta arrivati sulla loro sommità, di osservare un paesaggio mozzafiato.
Da El Mughasil – un vero e proprio punto panoramico – si gode della vista sul centro urbano di Salalah, sull’oasi circostante e anche sulle marine che si celano dietro la barriera montuosa. Spingendosi sino all’altissimo monte Sam Han si può vedere il cosiddetto Sink Hole: un ampio cratere nato dall’impatto di un meteorite. Da qui si può scendere e visitare la baia e le scogliere che con il mare mosso danno vita a suggestive colonne di acqua marina che si insinua in buche e pertugi. Un’escursione fra le vette alpine omanite consente di esplorare paesaggi selvaggi e incontaminati come la Valle di Gher o la Valle del Wadi dove la natura segue il suo corso e i rari insediamenti umani sono quelli delle popolazioni nomadi beduine, dedite all’allevamento e alla pastorizia. Un popolo fiero e semplice ma affascinante per via della capacità di adattamento ad un ambiente tanto ostile come il deserto.
Una notte magica nel deserto dell’Oman
Scoprire le grandi distese desertiche dell’Oman è come un rito d’iniziazione in cui il viaggiatore si allontana dall’oasi attorno a Salalah per incontrare la valle degli alberi d’incenso, poi gli accampamenti dove vengono allevati i cammelli neri e infine la città perduta di Ubar, antico ed ultimo baluardo prima della grande distesa di sabbia del deserto di Rub' al-Khali, il quarto vuoto. La sua storia ci è arrivata dalle pagine de Le mille e una notte e, più precisamente, è narrata nella novella Racconto della fanciulla con le due cagne dove l’affascinante Zobeide, in viaggio per Bassora, si trova come per magia in una città dove oro e preziosi sono a disposizione di chiunque, ed ogni abitante è stato tramutato in pietra nera. Una storia complessa e piena di simbolismi che ha saputo traghettare nel mito la ben più semplice storia di Ubar. Una città che, sotto il peso delle sue strutture e il progressivo abbandono dovuto alla desertificazione, è sprofondata per molti metri nelle sabbie del deserto.
Trascorrere una notte nel cuore del deserto Rub' al-Khali in Oman è come assistere ad un numero di magia. Con il calare del sole dietro le dune, il tramonto dà vita ad uno spettacolo impareggiabile, quello dei sorprendenti contrasti cromatici della sabbia dorata e rossastra sui quali si spengono gli ultimi guizzanti raggi solari. Il silenzio fa tutto il resto e contribuisce a creare attimi di assoluta bellezza, da osservare immobili, come se il mimino movimento o rumore potesse interrompere un simile incanto.
Durante la notte, poi, il deserto dimentica il suo clima rovente per lasciare posto al freddo. È proprio in questo momento di passaggio – da trascorrere attorno al fuoco, in un accampamento di tende beduine e sorseggiando un profumatissimo karkadè – che è possibile vivere intensamente la stessa magia che hanno raccontato antichi poeti e moderni romanzieri. All’esterno, la volta celeste si mostra in tutta la sua bellezza. Senza luci né inquinamento, le stelle appaiono più brillanti e luminose, più nitide e seducenti, creando uno scenario davvero da fiaba.
Quando andare a Salalah
Se ti stai chiedendo quando andare in Oman, devi sapere che Salalah vive due “anime” molto diverse. Da giugno a settembre arriva il Khareef, un monsone leggero che trasforma il Dhofar in un giardino tropicale: clima più fresco, foschia scenografica e cascate. È la scelta ideale se ami natura verde e temperature miti, ma aspettati umidità, mare spesso mosso e minor abbronzatura.
Da ottobre ad aprile prevalgono sole, cieli limpidi e mare calmo: è perfetto per spiaggia, snorkeling ed escursioni con giornate tiepide e piacevoli. Dunque, questi mesi sono quelli più confortevoli per attività all’aperto, come passare una notte nel deserto.
Come vestirsi per una notte nel deserto dell’Oman
Nel deserto si registra una forte escursione termica tra giorno e notte. Se di giorno basta un abbigliamento leggero e comodo, dopo il tramonto è necessario avere con sé un cambio più pesante per contrastare il freddo.
Metti in valigia più strati: t-shirt tecnica e felpa o pile leggero, giacca antivento, pantaloni lunghi, scarpe chiuse per la sabbia e passeggiate sulle dune. Sono molto utili anche scaldacollo o foulard e calze per le ore più fredde.
Conclusione
Il bello del deserto è nella sua semplicità: ti fermi, respiri e il tempo rallenta. A Salalah, un tè fumante sulle dune diventa quel ricordo che porterai a casa.
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