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Lanzarote: l’isola al di là delle Colonne d'Ercole

Secondo la letteratura classica, al largo dello stretto di Gibilterra si ergevano le Colonne d’Ercole che segnalavano il limite estremo del mondo conosciuto. Superate le mitiche colonne, a pochissimi chilometri dalle coste del Marocco, punteggiano l’Oceano Atlantico le isole dell’arcipelago delle Canarie. Ancora oggi le Canarie sono terre che sembrano sorgere ai confini del mondo e offrono la straniante impressione di ritrovarsi in un luogo perduto nel tempo. Una volta approdati a Lanzarote l’impressione diviene realtà.

L’isola ha un paesaggio lunare, quasi soprannaturale, disegnato dalla millenaria attività dei vulcani. Il territorio è quasi completamente spoglio, privo di alberi, segnato da una cronica carenza di acqua e movimentato da morbide dune. Dominano i colori bruni e caldi della terra che si stagliano netti contro il blu intenso del cielo, interrotti solo dalle macchie candide dei piccoli centri abitati. L’isola è vergine, abitata quasi unicamente dalla natura. Anche per questo Lanzarote rimane una delle mete più seducenti delle Canarie.

 

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Storia, miti e leggende delle Isole Canarie

Sulle Canarie si possono riportare due storie diverse. La prima è per chi ama le favole e racconta che l’arcipelago è la parte emersa della misteriosa Atlantide, l’antico e leggendario continente che sprofondò negli abissi dell’Oceano Atlantico nel giro di una sola notte. Secondo Platone, Atlantide sorgeva al di là delle Colonne d’Ercole, oltre lo stretto di Gibilterra, esattamente dove si trovano queste isole. Una coincidenza? Forse. La seconda storia è un filo meno suggestiva, ma molto più attendibile. Suona così: c’erano una volta, più o meno 14 milioni di anni fa, un vulcano, anzi, un centinaio di vulcani che riposavano indisturbati sul fondo del mare e che decisero, improvvisamente, di eruttare. Da questo colossale fenomeno naturale si crearono enormi depositi di lava che si solidificarono e disegnarono distese di terre. Ecco la genesi delle 7 isole che costituiscono l’arcipelago delle Canarie e dei piccoli isolotti che vi gravitano attorno. Queste terre furono ribattezzate da Plinio e Tolomeo con il nome di “isole fortunate”, per via della dolcezza del clima e della bellezza disarmante dei paesaggi.

Ancora oggi appaiono come isole felici, luoghi vergini ai confini del mondo. Così fu fino al 1341 quando vi sbarcarono per la prima volta i conquistatori, per ordine del re Alfonso IV del Portogallo, e trovarono una popolazione indigena, quella dei Guanci, ferma a uno stadio paleolitico. La conquista sistematica delle isole iniziò qualche tempo dopo, nel 1402, per opera del re di Castiglia, e durò fino al 1495. Alla coraggiosa resistenza dei Guanci i conquistadores risposero con la schiavitù e lo sterminio. Fu la fine di un mondo antico e l’inizio di uno nuovo, segnato dai contatti con l’Europa che non intaccarono, però, l’animo autentico delle isole. Le Canarie non hanno perduto il fascino di un luogo magico vicino e lontano allo stesso tempo.

Lo sapevi che: cosa vedere a Lanzarote

Il territorio di Lanzarote è stato devastato e ridisegnato dalle numerose eruzioni vulcaniche avvenute, in particolare, dal 1730 al 1736. In questi 6 anni la lava modellò il territorio, cancellò per sempre almeno 11 villaggi e ricoprì ben 200 chilometri quadrati di terreno fertile. Nessuno degli isolani perse la vita, e questo fu un vero miracolo, ma gran parte della popolazione abbandonò l’isola. Oggi come allora, i vulcani rimangono i grandi protagonisti di Lanzarote. Minacciosi e affascinanti, dominano l’entroterra e sono parte del grande Parque Nacional de Timanfaya, (fondato nel 1974) che conta più di 5.000 ettari di territorio. L’ingresso al parco si trova poco più a nord del villaggio di Yaiza. Da qui, in circa 15 minuti, si possono salire i pendii vulcanici a bordo di un dromedario e godere di una splendida vista sul paesaggio lunare: un mare di lava scuro si distende a perdita d’occhio fino a toccare l’Oceano. I contrasti cromatici sono fortissimi e conferiscono a questa terra un aspetto alieno, quasi sovrannaturale. Ma ancora più affascinante è sapere che il paesaggio vulcanico vive ancora. Sotto la crosta nera di cenere, scorrono pulsanti vene laviche rosso fuoco. I vulcani, infatti, non sono estinti ma solo inattivi: basta versare un po’ d’acqua per far uscire un getto di vapore. Insomma, Lanzarote nonostante l’apparenza ha un cuore che ancora palpita.

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