Riviera di Taormina: fascino e splendore
“La Sicilia è il paese delle arance, del suolo fiorito la cui aria, in primavera, è tutto un profumo... Ma quel che ne fa una terra necessaria a vedersi e unica al mondo, è il fatto che da un'estremità all'altra, essa si può definire uno strano e divino museo di architettura.”
Così Guy de Maupassant descriveva la Sicilia, terra dalla bellezza incredibile che affascina l’intera umanità al primo sguardo.
Taormina, in particolare, è una delle perle sicule più splendenti, così come la riviera su cui si affaccia e i paesini limitrofi che ne fanno parte.
Di spiagge incantevoli e di mare cristallino è pieno il mondo, ma nessun luogo può vantarsi di offrire lo stesso spettacolo di Taormina e dei suoi dintorni. Il mare qui è tra i più belli del pianeta, il verde circostante è acceso e rigoglioso, il suo panorama si completa della maestosità dell’Etna e dei paesi che si affacciano sullo Ionio; in questa zona dell’isola è inoltre possibile fare passeggiate nel fascino dell’arte e della storia.
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Si narra che furono i Siculi a colonizzare queste terre, ancor prima che i Greci fondassero Naxos. Tutta la zona fu oggetto di contrasti e terribili vicissitudini, con le rovinose battaglie tra il tiranno Dionisio di Siracusa e i Greci che seminarono distruzione ovunque. I tiranni di Siracusa dominarono a lungo su Taormina e le zone limitrofe che vennero in seguito liberate da questo giogo quando i Romani dichiararono l’intera Sicilia una provincia dell’Impero. Fu proprio in quell’epoca che il Cristianesimo fece la sua comparsa sull’isola, segnandone per sempre l’arte, l’architettura e lo spirito degli abitanti.
L’epoca Romana di Taormina durò per lungo tempo fino a quando, nel X secolo, i Saraceni attaccarono e invasero la città che venne rasa al suolo. La popolazione però non si perse d’animo e continuò a combatterli per anni, fin quando una sorta di relativa pace si instaurò tra il popolo e gli invasori. Per quasi due secoli, Taormina e la sua Riviera divennero un luogo dove Cristiani e Musulmani convivevano in armonia.
Queste terre passarono in seguito sotto il dominio di Svevi e Borboni che con i loro interventi riuscirono a collegare meglio la città principale di Taormina al resto del paese: finalmente il territorio iniziò ad accendere la curiosità di scrittori e artisti come Goethe, Maupassant e Houel, che si innamorarono di questi luoghi e ne diffusero la bellezza con le loro opere. Fu proprio qui infatti che nacquero capolavori della letteratura e della filosofia come “Così parlò Zarathustra” di Nietzsche che a lungo soggiornò tra lo splendore del mare e del verde della riviera.
La svolta turistica di Taormina avvenne proprio così: reali, nobili e artisti promossero la costruzione di nuove strutture e la città divenne una delle capitali artistiche d’Europa. La magia di Taormina e dei paesi della sua riviera consiste proprio nel fatto che in tutto questo tempo non si è perso l’aspetto antico, affascinante e genuino, eredità di così tanti secoli.